Mugello, il numero 46 di Valentino Rossi ritirato dalle corse. Il campione: "Bello farlo qui"

Cerimonia di addio al numero che lo ha reso famoso: non spiccherà mai più su un’altra carenatura


29 maggio 2022 Cristiano Marcacci


Scarperia (Firenze). Con quel marchio ha timbrato ben nove titoli mondiali (oltre a 432 gare, 232 podi, 115 vittorie e 65 pole position). Lui ora non è più della partita ed è giusto che quel numero che lo ha sempre contraddistinto nelle battaglie e nei trionfi lungo gli asfalti di mezzo mondo gli faccia compagnia durante la pensione. Uno come Valentino Rossi, infatti, difficilmente potrà ricapitare nel Motomondiale. E il 46 non spiccherà mai più su un’altra carenatura. È stato infatti ritirato dalle corse.

La decisione è stata presa dalla Dorna, che gestisce l’organizzazione del Mondiale di motociclismo, ed è stata suggellata ieri mattina in occasione della seconda giornata del Gran premio d’Italia al Mugello. Sul rettilineo d’arrivo, quello che ha visto sfrecciare il Dottore davanti a tutti un sacco di volte, è stato sancito il collocamento “a riposo” dell’emblema di un campionissimo.

Una marea di applausi e qualche occhio inumidito dall’emozione e dalla commozione nascosto dagli occhiali da sole hanno fatto da complemento alle frasi del talento di Tavullia. «Avrei potuto correre ancora 3 o 4 anni, ma mi fanno male la schiena e le ginocchia e quindi da lì ho capito che ero diventato vecchio», ha detto un Rossi visibilmente emozionato con l’intento di sdrammatizzare e scherzare sulla fine della sua carriera sulle due ruote. «Grazie per il meraviglioso supporto, il tifo e le emozioni di tutti questi anni – ha proseguito il Dottore –. Ci ringraziamo a vicenda perché il pubblico del Mugello è stato sempre emozionante. L’altra sera parlavo con i miei amici e dicevo che il primo giro della domenica mattina del Mugello nel warm-up è una delle emozioni più grandi per un pilota di moto e per questo è stato bello fare la cerimonia qui. Quest'anno il campionato è bellissimo e combattuto, Bagnaia e Bastianini stanno facendo paura, Luca Marini e Marco Bezzecchi stanno andando forte. La Ducati e la Aprilia la stanno facendo da padrone, l'Italia è super protagonista».

Dalla pista lo hanno subito ascoltato, soprattutto il rookie Fabio Di Giannantonio, in sella alla Ducati del team Gresini Racing, capace di centrare la prima pole position in carriera nella classe regina, mettendosi alle spalle i due piloti del team VR46 Racing – sempre su moto Ducati – Marco Bezzecchi e Luca Marini. A Borgo Panigale possono festeggiare anche per una seconda fila che con Johann Zarco e Francesco Bagnaia consente di monopolizzare le prime cinque posizioni nella griglia di partenza, “figlia” di un pomeriggio caratterizzato da un tempo piuttosto instabile e da un po' di pioggia, in cui hanno regnato l'incertezza e le strategie diverse per le gomme. Fabio Quartararo, leader del Mondiale, è sesto con la Yamaha, seguito dallo spagnolo Aleix Espargarò su Aprilia, chiamato quindi a una gara di rimonta, così come Enea Bastianini, decimo e non in grande spolvero. In Moto 2 pole position per Aron Canet (su Kalex), quarto il capoclassifica Celestino Vietti. Tra le Moto3 Deniz Oncu (Ktm) partirà davanti a tutti. In prima fila insieme a lui Daniel Holgado, sempre su Ktm, e l'italiano Dennis Foggia.



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