«Giusto tagliare gli alberi rischiavano di crollare»
Cadelbosco Sopra: il tecnico del Consorzio Fitosanitario conferma la diagnosi dopo la protesta dei due cittadini incatenati alla recinzione del cantiere
CADELBOSCO SOPRA. «Definire una pianta “sana” o “malata” appare decisamente improprio: un albero, per le sue caratteristiche, presenta usualmente malattie che sovente possono essere tollerate senza pregiudicarne l’esistenza. Le piante però devono essere valutate anche e soprattutto in merito alle loro caratteristiche strutturali».
Dopo la protesta contro l’abbattimento dei platani di piazza XXV Aprile, ritenuti dalla lista civica “Se sei di Cadelbosco” e da Rifondazione “sani”, ad intervenire sulla vicenda è il Consorzio Fitosanitario Provinciale, l’ente che un anno fa svolse la valutazione sullo stato di salute delle piante in questione - giudicate allora “potenzialmente pericolose” in quanto provviste di “difetti strutturali consistenti” - e che oggi ribadisce la necessità dell’intervento svolto dal Comune.
«Analizzando le piante con attenzione – spiega il tecnico Andrea Catellani – spesso si rilevano difetti strutturali che le rendono potenzialmente pericolose, semplicemente in relazione al possibile schianto improvviso di rami o anche dell’albero stesso. Questi possibili pericoli, che difficilmente vengono percepiti dalla popolazione, fanno invece parte integrante dell’opera di gestione del verde dell’Amministrazione pubblica, proprio perché possono mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini».
Secondo le opposizioni - che hanno manifestato incatenandosi alle transenne del cantiere, dove il lavori di abbattimento erano in corso - gli alberi sarebbero invece stati eliminati perché «scomodi al progetto della nuova piazza e non perché realmente pericolosi». Inoltre, «se i platani fossero stati davvero pericolosi - hanno attaccato le opposizioni - perché non sono stati tolti un anno fa, subito dopo le analisi?».
Alle critiche, il Consorzio difende l’operato dell’amministrazione, definendo il procrastinare dell’abbattimento degli alberi una «scelta effettuata in maniera consapevole, assumendo comunque la responsabilità della stessa e valutando il rischio accettabile», e aggiungendo che «la presenza del cantiere per la costruzione della nuova piazza avrebbe determinato nelle piante un ulteriore stress con indebolimento delle strutture e incremento dei rischi che non sono stati valutati accettabili a fronte delle attuali caratteristiche delle piante e delle loro prospettive di vita futura».
Il Consorzio, infine, pone l'accento sulla «prevenzione del rischio» come elemento di cui la scelta a favore dell’abbattimento ha tenuto conto: «Non è sufficiente dire che una pianta “è verde” per essere certi che questa non sia pericolosa, ma occorre valutarla con grande attenzione, spesso monitorando l’evolvere delle sue condizioni nel tempo».
Lucia Cuccurese
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
