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Il musicologo

È morto a 76 anni Bruno Grulli, una vita sotto il segno della ricerca

È morto a 76 anni Bruno Grulli, una vita sotto il segno della ricerca

Appassionato di etnomusicologia fondò la rivista “La Piva dal Carner”

02 gennaio 2024
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Reggio Emilia Nell’ultimo giorno dell’anno appena terminato ci ha lasciato Bruno Grulli, appassionato ricercatore ed etnomusicologo che ha dedicato buona parte della sua vita, dalla metà degli anni ‘70 del 900, a raccogliere informazioni e documentazioni relative alla cultura delle nostre montagne. Aveva 76 anni.

L’obiettivo primario di Bruno è stato verificare dati e riferimenti relativi alla Piva Emiliana (cornamusa locale già allora in disuso) sul territorio delle province di Reggio, Parma, Piacenza, ma anche in Garfagnana ed in Lunigiana. Per rendere pubblica quella cospicua mole di materiali, a partire dal 1979 e, a fasi alterne, fino a gennaio 2020, Bruno diede alle stampe, in forma del tutto autonoma ed amatoriale, la rivista “La Piva dal Carner”.

Ma gli interessi di Bruno hanno spaziato e trovato riscontro in tante altre attività: ha infatti scritto e pubblicato libri sulle fiabe e sulle case rurali nelle campagne di Reggio Emilia;ha collaborato con amici compianti quali Marco Paterlini e Riccardo Bertani (“L’Ultima Fola”); sua un’interessante ricerca sul personaggio “Mingone”. Inoltre ha scritto racconti e poesie, pure in dialetto, ricevendone premi letterari e suoi articoli sono apparsi sulle riviste “Il Cantastorie” e “La Strenna del Pio Istituto Artigianelli”.

Bruno Grulli ha lavorato per 37 anni in Comune a Regio all’Ufficio Agricoltura, a stretto contatto con il mondo rurale e il suo retroterra culturale. In quel ruolo, tecnico ed amministrativo, ha difeso con forza l’identità del mondo contadino, l’integrità del suolo destinato alle coltivazioni ed alla zootecnia, contro lo spreco di territorio. Negli anni ’80 e ‘90, consistente fu anche il suo impegno politico come attivista della Sezione del Pci “Togliatti” di Via Guido Da Castello e nella Circoscrizione I del Centro Storico. Dal 2004, e fino alla pensione raggiunta nel 2009, il suo impegno fu all’Archivio Etnomusicologico dell’Istituto “Peri” dove trovò linfa una proficua collaborazione con il Maestro Andrea Talmelli, in quegli anni direttore dell’Istituto. Dopo il pensionamento, Bruno ha ripreso anche a dipingere quadri.

Tornando alla rivista “La Piva dal Carner”, la stessa ha ospitato interventi dei più importanti studiosi del settore e si è occupata, oltre che di etnomusicologia, di svariati argomenti: cultura orale (canti, favole, proverbi, modi di dire), varie forme di spettacolo (burattini, marionette, teatro popolare, maggi), usanze connesse ai cicli economici e materiali delle comunità appenniniche. Nel 2019, a partire dalle ricerche di Bruno, viene realizzato il lungometraggio “L’Appennino che suonava”, del regista Alessandro Scillitani, viaggio ideale nei luoghi dell’Appennino Reggiano in cui vissero ed operarono suonatori popolari. Nel 2021, a Vallisnera di Sopra (Ventasso), Bruno realizza il filmato “Srödne”, nel quale il duo Paolo Simonazzi/Emanuele Reverberi ha riadattato antiche musiche da ballo, per Piva, raccolte su violino ed organetto, riproponendole su di una Piva fedelmente ricostruita.

I funerali si svolgeranno in forma privata. Sarà possibile fare visita alle Sale del Commiato della “Manghi & Mantovani” a Calerno di Sant’Ilario questa mattina dalle 10 alle 12.l

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