Sabotaggio al cantiere della frana di Vaglie: zucchero nel serbatoio della sonda perforatrice. L’imprenditore Romei mette una taglia
Ventasso, la denuncia del titolare che ha presentato denuncia: «Ho già dei sospetti su chi possa essere stato, mille euro a chi mi dà informazioni»
Ventasso Un cantiere sabotato e messo a rischio. E’ quanto successo ai danni dell’impresa Romei Group srl, attiva fin dal 1988 ed oggi tra le più importanti della montagna, che sta portando avanti un difficile intervento di consolidamento a Vaglie di Ligonchio, dove è presente un movimento franoso storicamente documentato, su affidamento della Regione Emilia-Romagna. Nella giornata di martedì, gli addetti del cantiere si sono resi conto del malfunzionamento della sonda perforatrice, un macchinario specialistico del valore di circa 250 mila euro. È emerso che il malfunzionamento era dovuto al fatto che qualcuno aveva riempito il serbatoio di gasolio di zucchero, causando un danno rilevantissimo al macchinario.
«Quello che è successo è una cosa inaccettabile, non credevo possibile un atto talmente scriteriato. Ho realizzato un manifesto che ho distribuito in diverse località della montagna, offrendo anche una ricompensa a chi mi aiuterà a raccogliere informazioni utili ai carabinieri per individuare l’autore del sabotaggio. Una cosa è certa, a questo atto vandalico arriverò in fondo, voglio vedere in faccia il responsabile» sono le parole del titolare Roberto Romei. Che si è rivolto subito anche ai carabinieri, ed ha immediatamente ricevuto l’appoggio e la comprensione dei sindaci di Castelnovo Monti e di Ventasso. Enrico Ferretti, sindaco di Ventasso, questa mattina lo ha accompagnato in cantiere a Vaglie, dove ha potuto constatare con grande sconcerto e delusione quanto accaduto.
Sul cantiere in corso Romei aggiunge: «E’ appena partito, si tratta di un lavoro logisticamente molto complicato, tant’è che per velocizzare i tempi, ridurre il disturbo e creare meno disagi ai residenti abbiamo utilizzato e dovremo ancora utilizzare gli elicotteri per i trasporti di materiali e attrezzature necessarie al compimento del lavoro. Detto questo, qualcuno ha pensato bene di riempire i serbatoio della sonda perforatrice con zollette di zucchero. Comunque ho già dei sospetti su chi possa essere stato. Personalmente resto esterrefatto: stiamo eseguendo un consolidamento di versante su una frana che da sempre mette a rischio l’abitato di Vaglie di Ligonchio, lavori che vanno quindi a beneficio di tutti. Ho deciso di realizzare il manifesto e offrire una ricompensa perché voglio sapere chi sia stato: mi ritrovo con un danno potenziale da oltre 100 mila euro. Speriamo di poter salvare la macchina grazie ai filtri di cui è dotata e a degli additivi appositi, ma non ne siamo sicuri, e questa cosa mi ha fatto arrabbiare più di quelle volte in cui è capitato che ci rubassero dei macchinari, perché in quel caso capisci le motivazioni che stanno dietro al gesto, in questo caso invece no, per niente. Ringrazio il sindaci e tutti coloro che ci hanno manifestato grande solidarietà in riferimento a questo brutto episodio».
Con il cartello, spiega Romei, «ho voluto anche lanciare una provocazione. Sono un uomo e un imprenditore conosciuto e stimato per il mio lavoro, non voglio perdere la fiducia nelle persone che abitano e vivono questo territorio, che resta il mio territorio e quindi la mia comunità, pur lavorando oggi in tutta Italia ed anche molto all’estero». Nel cartello ha indicato che darà mille euro a chi fornirà informazioni utili a identificare il responsabile.
