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Il medico assessore fa un post su Facebook sulle liste d’attesa: l’Ausl diffida il dottor Carlo Boni

Il medico assessore fa un post su Facebook sulle liste d’attesa: l’Ausl diffida il dottor Carlo Boni

Castelnovo Monti: l’amministratore non nasconde lo sconcerto: «Intimazioni al silenzio: di fatto sulla base di questa lettera dovrei sospendere l’attività di informazione verso i cittadini»

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Castelnovo Monti Una lettera di richiamo da parte dell’Ausl per alcuni commenti su Facebook. A riceverla il dottor Carlo Boni, pediatra da oltre 40 anni, assessore alla salute del Comune di Castelnovo Monti e responsabile provinciale sanità di Italia Viva. «Alcune settimane fa avevo pubblicato post inerenti le liste di attesa per visite specialistiche ed esami - spiega il medico - dando agli utenti e pazienti quelle che ritengo essere indicazioni importanti, ad esempio sul fatto che, se vengono proposte visite specialistiche o esami diagnostici in tempi troppo lunghi, per legge i cittadini possono accedere a tali servizi rivolgendosi alla libera professione intramoenia senza avere costi aggiuntivi. Nei giorni scorsi, tramite Pec, l’Ausl mi ha inviato una lettera in cui mi dice che posso incorrere in una querela per diffamazione, ritenendo lesiva la spiegazione data ad una amica in un post personale sul fatto che le liste di attesa, o pre-liste, siano un modo per nascondere i lunghissimi tempi di attesa, che spesso vanno oltre i termini di legge, come peraltro tutti noi vediamo chiaramente».

Una contestazione che il dottore fatica a comprendere. «Nulla si dice del diritto dei cittadini a richiedere visite a pagamento senza costi, semplicemente le si negano. Sinceramente rimango convinto che sia dovere di un consigliere comunale eletto, ancor prima che dell’assessore alla salute, nominato dal sindaco, informare i propri cittadini, ancorché i propri pazienti come medico, dei loro diritti. Pare però impossibile esercitare questo ruolo a fronte di intimazioni al silenzio. Ne prendo atto. L’indimenticabile Gino Paoli in uno dei suoi tanti pregevolissimi componimenti scrive di tornare sul suo ramo a cantar le sue canzoni solo per chi vuole ascoltarle. Questo a seguito della sua delusione e l’allontanamento dalla politica, dopo l’esperienza in Parlamento dal 1987 al 1992. Io non so scrivere di musica purtroppo. Racconterò fiabe ai miei nipotini come facevano con me, nella speranza che anche loro diventino persone perbene. Solo questo: persone perbene».

L’assessore rende pubblici alcuni passaggi della lettera. «Il titolo è “Invito a cessare dichiarazioni diffamatorie” e vi si legge tra l’altro che alcuni dei miei commenti sarebbero “lesivi dell’immagine dell’Azienda USL di Reggio Emilia. Con la presente, La diffidiamo formalmente dal reiterare pubblicamente tali affermazioni e La invitiamo ad astenersi da ulteriori espressioni denigratorie nei confronti dell’Azienda Usl di Reggio Emilia”. Di fatto sulla base di questa lettera dovrei sospendere l’attività di informazione verso i cittadini, portata avanti nel mio ruolo di assessore e politico, in quanto l’Azienda fa intendere la sua intenzione alla querela. Non credo siano necessarie ulteriori considerazioni». 

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