«Organizzerò un’operazione con ostaggi». Le chat del 22enne arrestato per terrorismo con l’esponente dello Stato Islamico. Cosa sappiamo di lui
Il giovane, italiano di origine marocchina, era stato espulso dalla Germania: a 15 anni mostrava video di decapitazioni ai compagni, voleva vendicare l’uccisione del reclutatore dell’Isis Abu Talha Al-Almani
Reggio Emilia Fanno rabbrividire i contenuti delle chat Telegram, su cui ora si stanno concentrando le indagini, tra Jaber Naggay – il 22enne con disturbi psichiatrici, fermato dalla polizia di Stato in centro a Reggio Emilia e ora in carcere con l’accusa di terrorismo, che si diceva pronto a compiere un attentato terroristico –, e un altro sostenitore dello Stato Islamico. «Organizzerò un’operazione con ostaggi per te», gli scriveva, riferendosi alla Svizzera, dove il giovane raccontava con apparente entusiasmo di stare pianificando un viaggio in bicicletta.
Con chi si scriveva
Ma il suo interlocutore, prima di parlare di qualsiasi cosa, gli chiedeva la confessione-video di essere un sostenitore del Daesh, acronimo arabo di “Al-Dawla al-Islamiya fi al-Iraq wa al-Sham”, che si traduce in italiano come “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, un altro modo per chiamare l’Isis o Stato Islamico. Video che, per il presunto reclutatore di attentatori per conto dell’Isis, sembrava essere la condizione del loro sodalizio (e infatti insisteva per averlo), con il 22enne che si diceva disposto a girarlo. Una volta ottenuta questa “prova” del sostegno di Naggay all’organizzazione terroristica, questa persona aveva assicurato che gli avrebbe fornito materiale su “produzione di tossine” così come “lezioni di manifattura”, oltre che il lascia passare per il “gruppo specializzato”.
Chi è l’arrestato
Dal canto suo, il 22enne gli chiedeva aiuto per racimolare del denaro: glielo scriveva chiaramente che gli servivano dei soldi per compiere l’operazione. Una fascinazione, quella del giovane per lo Stato Islamico, iniziata molti anni fa, considerando che già nel 2019, a soli 15 anni, mostrava video di decapitazioni ai compagni di scuola in Germania, dove si era trasferito con la famiglia nel 2015 e da cui è stato poi espulso, motivo del suo rientro in Italia lo scorso gennaio. E che già allora, ancora minorenne, conosceva figure attive nella propaganda jihadista come Abu Talha Al-Almani, nome di battaglia del rapper tedesco Denis Cuspert (noto in Europa con lo pseudonimo Deso Dogg), diventato il volto dei video di reclutamento dello Stato Islamico rivolti al pubblico occidentale.
Cosa progettava
Alcuni anni più tardi, nel 2023, nell’istituto minorile in cui era ospitato aveva cercato un’ascia sul sito online di un negozio di bricolage, spiegando poi che voleva recarsi alla stazione ferroviaria di Mosbach-Neckarelz per compiere una vendetta per l’uccisione da parte dei tedeschi proprio di Abu Talha Al-Almani. Il foreign fighter tedesco, lo ricordiamo, è morto nel 2018 in uno scontro con i curdi nella provincia di Deir ez-Zour, in Siria. Sempre lo stesso anno, nel penitenziario tedesco in cui era detenuto in quel periodo, il 22enne, parlando con un operatore della struttura, aveva auspicato la morte per le persone omosessuali, sostenendo che presto la Germania sarebbe stata occupata dallo Stato Islamico e che a tutte le donne sarebbe stato imposto il velo. Diceva anche che, qualora gli fosse stato dato l’ordine di uccidere delle persone, non avrebbe esitato a eseguirlo e che sarebbe stato pronto a morire come martire per lo Stato Islamico. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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