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Rcf Arena, il produttore Trotta: «Avevo presentato una proposta di gestione, mi hanno negato un incontro»

Rcf Arena, il produttore Trotta: «Avevo presentato una proposta di gestione, mi hanno negato un incontro»

Reggio Emilia, il fondatore di Barley Arts è duro: «A Reggio Emilia si sta scrivendo una delle pagine più raccapriccianti e imbarazzanti della storia della musica live in Italia»

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Reggio Emilia Che cosa sta succedendo alla Rcf Arena? E’ la domanda che ritorna, e non solo da dentro la città, dopo il clamoroso annullamento del maxi evento – Hellwat Festival, poi Pulse of Gaia – che avrebbe dovuto consacrarla a tempio della musica dopo anni di eventi a singhiozzo. E metterci il carico ora arriva Claudio Trotta – fondatore di Barley Arts, una delle agenzie di organizzazione e promozione di concerti più importanti d'Italia – con un post sulla proprio pagina Facebook. Cosa dice? In sintesi, che era pronto a “salvare” l’Arena, ma gli hanno risposto «no, grazie».

Il post di Trotta

«Credo davvero che a Reggio Emilia si stia scrivendo una delle pagine più raccapriccianti e imbarazzanti della storia della musica live in Italia e considerando che lavoro in questo ambito da metà anni 70 la mia è una considerazione grave – scrive su Facebook Trotta -. Le modalità in essere da mesi stanno facendo tornare indietro di decadi la percezione complessiva del mondo dello spettacolo dal vivo, già ai minimi storici a causa degli abusi di posizione dominante di chi in altri spazi in Italia vende biglietti carissimi, senza alcuna trasparenza, in spazi e con servizi totalmente inadeguati e che mettono il pubblico spesso in condizioni umanamente disastrose». «In Emilia la gestione politica locale e regionale di maggioranza e opposizione sull’oggetto ci mette il proprio consistente contributo amplificando l’imbarazzo per tanto dilettantismo sia imprenditoriale che politico. In questo quadro nei giorni scorsi ho ipotizzato e presentato a Coopservice le basi per una proposta per la gestione del futuro di Rcf Arena che prevedeva che l’attuale società di gestione si mettesse completamente da parte per l’intero periodo di un eventuale accordo».  «Una bozza che prevedeva pagamenti di corrispettivi da definirsi , percentuali da concordarsi e il rispetto dell’accordo in essere con la Campovolo di Salzano e Maioli. Ovviamente senza assumersi alcuna perdita derivata dai bilanci 25 e 26 e più in generale senza alcun coinvolgimento diretto economico e finanziario con la società di Rcf Arena». Trotta scrive:  «La risposta è stata “allo stato non ci pare vi siano le condizioni per un incontro”».

Il nuovo assetto
Una rivelazione che arriva all’indomani del nuovo assetto societario di C.Volo. Dal 23 giugno scorso, tre soci hanno lasciato e Coopservice si ritrova padrona quasi assoluta dell’Rcf Arena con il 93% delle quote. Rcf Group si ferma al 5%, Nial Nizzoli e Smart Group all’1% ciascuno. L’addio che fa rumore è quello di Arena Campovolo, la società che portava in dote i nomi di Claudio Maioli, storico manager di Ligabue, e di Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners. Su di lui gravava l'aspettativa di garantire un flusso costante di grandi nomi: aspettativa rimasta, per ora, sulla carta. Escono anche Finregg Spa e Taste Srl. La prima, società milanese attiva nella locazione immobiliare, era riconducibile a Fabio Storchi, ex presidente di Confindustria Reggio e di Federmeccanica a livello nazionale. La seconda, con sede a Quattro Castella e capitale sociale di diecimila euro, si occupava di catering. Tra i soci rimasti figura Smart Group, società consortile con sede a Reggio riconducibile a Davide Caiti, titolare dell’agenzia di comunicazione Kaiti Expansion. Andrea Cattini è confermato presidente del Cda e rappresentante dell’impresa.

 

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