Addio a Fabrizio Tagliavini, imprenditore e uomo di calcio
Aveva 71 anni ed era titolare della Technobins. E’ statp inoltre un grande dirigente di calcio dilettanti
Reggio Emilia Addio a un pezzo di storia del calcio dilettantistico reggiano. È morto Fabrizio Tagliavini, storico presidente della Folgore Bagno e, dopo la fusione, direttore sportivo e generale della Folgore Rubiera. Aveva 71 anni e da tempo lottava contro un male che non gli ha lasciato scampo. Tagliavini gestiva un’azienda, la Technobins a Bagno, ed era socio anche della Tecflam che adesso lo piange: «Fabrizio è stato è stato uno dei soci storici di Tecflam, contribuendo a traghettarla da ditta artigianale a realtà industriale operante in Italia e all’estero. È stato un esempio per colleghi e collaboratori, spingendoli a buttare il cuore oltre l’ostacolo e a non fermarsi davanti alle difficoltà. Fino a due settimane fa era in azienda, combattivo e determinato. Ci mancherà» scrivono dall’azienda cavriaghese.
La sua grande passione è sempre stato il calcio dilettantistico; dopo alcune esperienze da giocatore e allenatore, si era dedicato alla carriera dirigenziale e per decenni ha girato i campi di provincia. Il suo nome è legato in modo particolare alla Folgore Bagno, di cui era non solo il presidente ma anche il deus ex machina.
Uno dei grandi amici di Fabrizio Tagliavini è stato Ivano Vacondio, attuale direttore generale della Reggiana e allenatore alla Folgore Rubiera proprio sotto la gestione Tagliavini: «Sono frastornato – racconta Ivano Vacondio, trattenendo a stento la commozione –. Quando una persona muore si usano sempre frasi fatte ma lui era davvero una persona buona, umile e generosa. Avevamo un rapporto di lavoro e di calcio, a volte la domenica si faceva prendere un po’ troppo dalla partita ma non era realmente fatto così». Il tandem Tagliavini-Vacondio, nella stagione 2016-2017, ha sfiorato la promozione in serie D dopo aver concluso il campionato di Eccellenza al secondo posto con la Folgore Rubiera: «Eravamo davvero vicini. La società non era strutturata per quella categoria ma eravamo ambiziosi entrambi – ricorda il dg granata –. Non si poteva, in ogni caso, non volergli bene. Se perdeva, sdrammatizzava e offriva cene: era rimasto ancora in contatto col gruppo dirigenziale della Folgore Bagno. Conosceva tutti i giocatori, da Piacenza alla Romagna, e immagino che al suo funerale ci sarà una quantità impressionante di giocatori». «Caro Fabrizio – conclude – tienimi il posto, che quando sarà il mio turno faremo uno squadrone».
Un altro amico che ha fatto tanta strada calcistica con Tagliavini è Angelo Ricchetti, che è stato presidente prima della Rubierese e poi, dopo la fusione, della Folgore Rubiera: «Prima eravamo nemici sportivi, anche se ci siamo sempre rispettati poi, quando abbiamo deciso di unire le forze, ho trovato un amico. Fabrizio era davvero un grande appassionato e intenditore di calcio. Insieme abbiamo creato grandi cose. Lui era una persona di cuore». Dopo il periodo del Covid, Tagliavini ha aiutato la società del suo paese, la Scandianese, prima di collaborare con il Masone Calcio. Nel 2018, in virtù dei 50 anni di attività sportiva, ha ricevuto anche la prestigiosa Benemerenza Coni: «Fabrizio, che nella vita è stato un imprenditore di successo, per qualche anno ha fatto parte della nostra società in qualità di dirigente, periodo durante il quale abbiamo avuto modo di conoscere una brava persona, competente e appassionata» si legge nella nota dello Sporting Scandiano.
Anche la Rubierese si unisce al cordoglio, ricordando il successo in Coppa Italia nel 2018, «un trofeo che ancora oggi è custodito nella sede della Rubierese. Fabrizio è stato un dirigente stimato, un amico del nostro ambiente e una persona competente, appassionata e sempre disponibile», spiega la nota. Fabrizio Tagliavini lascia la moglie Daniela, i due figli Enrico e Cristina, i nipoti Giulia, Pietro e Federico e i parenti tutti. Il funerale si terrà domani (6 luglio), con partenza dalle 10.10 dalla Madonna dell’Uliveto di Albinea per la chiesa parrocchiale Centro di Scandiano. Il feretro sarà poi trasferito al cimitero di Arceto. La famiglia chiede non fiori, ma offerte alla Fondazione Colangiocarcinoma.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
