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Il Po è così in secca che lo attraversano a piedi da Boretto a Viadana: «Non è più il Grande Fiume. Ora è il grande fosso»

Alberto Ferrari
Il Po è così in secca che lo attraversano a piedi da Boretto a Viadana: «Non è più il Grande Fiume. Ora è il grande fosso»

Stefano Grassi, gestore del locale River Passion: «Surreale. L’altezza massima lì è di 1.10 metri. Io vivo sul fiume dal 1990 e gli ho dedicato una vita: 30 anni fa era impensabile una situazione del genere»

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Boretto «Venerdì scorso ho attraversato il Po a piedi e oggi l’ho rifatto. Sono passato dalla riva di Boretto a quella di Viadana: la situazione è tragica. Non è più il Grande Fiume. Ora è il grande fosso». Stefano Grassi, gestore del locale River Passion di Boretto, non ha il potere di camminare sull’acqua. Ha potuto attraversare il Po perché di acqua non ce ne è. «Il livello idrometrico raggiunto in questi giorni è secondo solo a quello della Grande secca del 2022: all’epoca l’idrometro segnava -4. 85. Venerdì il livello misurato era di -4. 37» ha chiarito Grassi.

«È stato qualcosa di surreale. L’altezza massima del Po in quel tratto è di 1.10 metri. Io vivo sul fiume dal 1990 e gli ho dedicato una vita: 30 anni fa era impensabile una situazione del genere». Ovviamente il guado è avvenuto in totale sicurezza. «Daniele Vezzali mi ha seguito nel tragitto con la sua Jalù, che è stata utilizzata come barca d’appoggio». Attraversare a piedi il Po è anche un atto di denuncia contro un’emergenza, che secondo Stefano Grassi, «non sta più a cuore a nessuno».

«Io ho visto il Po quando funzionava, adesso va tutto a rotoli. La sabbia che viene spostata crea un tappo, il fondale è troppo alto e l’acqua prende velocità e quindi scorre troppo in fretta verso valle. E inoltre – denuncia Grassi – , non ci sono più spazi per l’acqua, il Po è stato ridotto a un fosso. Servono bacini di accumulazionone nelle golene, bisogna riaprire i canali e ridare fondale al fiume. Mi auguro che presto qualcuno torni a voler bene al Grande Fiume». «La Pianura Padana senza Po non è incredibile, è proprio impensabile e inconcepibile: al cambiamento climatico bisogna adeguarsi con misure concrete».

«L’unica nota positiva in questa situazione tragica è che l’acqua è verde smeraldo e non più marrone. Sembra limpida – conclude – . Il problema però è la temperatura: l’acqua rasenta i 30 gradi» . Le parole di Grassi sono state confermate anche dai dati emersi ieri mattina dell’Osservatorio permanente degli utilizzi idrici dell’Autorità del bacino distrettuale del Fiume Po.

«L’emergenza continua e ancora non se ne vede la fine. Le conseguenze dei cambiamenti climatici nel nord Italia potrebbero diventare ancora più gravi, per l’agricoltura, l’industria e la popolazione, e per il sistema vitale nel suo complesso – ha commentato Alessandro Delpiano, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po–. Pertanto dobbiamo presto adottare ulteriori misure di adattamento ai cambiamenti climatici, per non trovarci tra pochi anni a vivere situazioni persino peggiori di questa . Per quanto riguarda il fiume Po – scrivono dall’Osservatorio–, dopo il modesto incremento delle portate registrato nella seconda decade di luglio, si è osservata una progressiva riduzione dei deflussi lungo l’intera asta fluviale, con valori che risultano essere inferiori alle corrispondenti portate caratteristiche di magra e che continuano a mantenersi su tali livelli anche nei primi giorni di agosto. Le portate medie mensili calcolate per luglio risultano essere sensibilmente inferiori alle medie storiche di riferimento».l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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