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Il ricordo

Quattro anni fa la morte del giornalista Matteo Incerti: in Canada i nativi americani gli dedicano il powwow

Luciano Salsi
Quattro anni fa la morte del giornalista Matteo Incerti: in Canada i nativi americani gli dedicano il powwow

Lo ha ricordato con tamburi e danze rituali la medesima tribù irochese presso la quale si recò per presentare il suo ultimo libro e dove morì per un malore

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Reggio Emilia È stata dedicata a Matteo Incerti, il giornalista reggiano morto improvvisamente in Canada il 14 agosto 2022, la fase culminante del powwow, la lunga festa in cui i nativi americani fanno sfoggio della loro cultura tradizionale. Lo ha ricordato con tamburi e danze rituali la medesima tribù irochese presso la quale Matteo si recò quattro anni fa a presentare il suo ultimo libro, “I pellerossa che liberarono l’Italia”, i cui protagonisti sono i nativi arruolatisi nell’esercito canadese per venire qui a combattere contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Angela Arnone, che ha tradotto il libro in inglese e contribuito a diffonderlo in quella versione, è volata in Canada per celebrare il quarto anniversario luttuoso insieme agli amici d’Oltreoceano immensamente grati a Matteo Incerti per la rievocazione di una pagina importante della loro storia. Matteo aveva cinquant’ anni. Un malore lo ha stroncato quando era in piena attività.

A Roma lavorava come addetto stampa del Movimento 5 Stelle, ma dedicava molto tempo alla prediletta ricerca storica e alla scrittura con cui ha divulgato con uno stile brillante le imprese belliche di appartenenti alle forze armate angloamericane impegnati in Italia più di ottant’anni fa. Due suoi libri, pubblicati da Corsiero, riguardano uno dei fatti d’arme più importanti avvenuti con successo nella nostra provincia poco prima della Liberazione. Si tratta dell’Operazione Tombola, l’assalto ai comandi tedeschi insediati ad Albinea nelle ville Rossi e Calvi. Fu compiuta da partigiani reggiani e soldati sovietici evasi dalla prigionia insieme a una squadra speciale britannica che, allo scopo di sventare le solite rappresaglie sulla popolazione civile, fece molto frastuono con la cornamusa di un militare scozzese, dissimulando così la partecipazione di combattenti irregolari. Matteo Incerti l’ha raccontata direttamente ne “Il suonatore matto” e l’ha ripresa scrivendo insieme a Valentina Ruozi “Il bracciale di sterline”, in cui due anziane ricordano il dono ricevuto in quell’occasione, quand’erano bambine, dai soldati inglesi.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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