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Il caso

Scippata sotto casa: «Derubata da un italiano, un ragazzo marocchino mi ha riportato la borsa. Alla faccia di Vannacci»

Ambra Prati
Scippata sotto casa: «Derubata da un italiano, un ragazzo marocchino mi ha riportato la borsa. Alla faccia di Vannacci»

Reggio Emilia, un malvivente l’ha seguita dal supermercato e le ha sottratto la borsetta dall’auto. «I documenti, con le foto dei miei cari, sono stati trovati in un parco dal giovane»

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Reggio Emilia «Un italiano mi ha rubato la borsetta nel cortile, un ragazzo marocchino l’ha ritrovata in un parco con tutti i documenti ed è venuto fino a casa mia per restituirmela. Alla faccia di Vannacci». A raccontare la disavventura è Amabile Carretti, nota sindacalista della segreteria dello Spi-Cgil.

Sabato scorso, nel pomeriggio, la donna è andata a fare la spesa al supermercato insieme al marito. «Rincasati, abbiamo parcheggiato nel cortile del condominio dove abitiamo, una traversa di via Cugini nel quartiere delle Acque Chiare: è una strada chiusa con tre palazzine, frequentata solo dai residenti, perciò suppongo che il malvivente ci abbia seguiti fin dal centro commerciale - spiega Amabile -. Nel parcheggio ci ha affiancato una Volkswagen bianca guidata da un giovane italiano, ma lì per lì non ci abbiamo fatto caso». I coniugi sono scesi per percorrere il viottolo di pochi metri e lasciare le pesanti borse degli acquisti davanti all’ingresso. «Ma tornati all’auto, che avevo lasciata aperta, la mia borsetta di tela nera con la scritta "Stop al genocidio" era sparita».

Dentro la borsetta c’erano tutti gli averi della sindacalista: portafoglio, carte di credito, tessera sanitaria, documenti personali, patente, codice fiscale, due cellulari (uno personale e uno del lavoro), chiavi dell’ufficio, di casa e dell’auto. Per fortuna c’è stato un testimone. «Un vicino che stava giocando a palla con suo figlio ha visto un giovane con la testa dentro l’abitacolo della mia auto. Il malvivente ha attirato l’attenzione perché è sgommato via sulla Volkswagen. Poiché ho avuto altre brutte esperienze del genere, per prima cosa ho subito bloccato le carte di credito; dopo dieci minuti risultava già un prelievo di 500 euro al Banco popolare di Milano, ma pazienza».

Seguendo l’App "Trova il tuo iPhone" è emerso che il cellulare personale era in via Che Guevara. «Insieme agli agenti della polizia di Stato, gentilissimi, siamo andati là; con la torcia (era ormai buio) i poliziotti hanno trovato in mezzo alle frasche il mio iPhone personale. Una contentezza. Un agente mi ha detto che si poteva geolocalizzare anche il Samsung, ma non ricordavo la password; perciò li ho salutati promettendo che sarei andata a fare denuncia in questura il lunedì». A casa, con la password, è emerso che il Samsung si trovava in via Cecati, dove di sera si è recata la coppia. «Abbiamo fatto squillare il telefono e camminando si è sentito lo squillo: il telefonino era in una siepe. Doppiamente contenta di aver recuperato i due cellulari, dove ho tutti i contatti di lavoro e le mail».

Domenica, verso le 20, qualcuno ha suonato il campanello. «Un ragazzo al citofono ha detto di aver trovato una borsa con i miei documenti. Mi sono fiondata giù in pigiama. Il giovane marocchino, Chafik, l’aveva trovata in un parco in zona San Lazzaro, ha letto l’indirizzo e me l’ha portata a domicilio in bicicletta. C’era tutto, comprese le foto dei miei genitori e di mia nonna morta, mancava solo l’agenda di lavoro. Onore al merito a Chafik, che non ha voluto nemmeno una ricompensa». Ieri mattina, prima di sporgere denuncia, un’altra sorpresa. «Purtroppo ho appurato che mi hanno sottratto oltre duemila euro, non so come. I ladri hanno fatto tre tentativi di prelievo invano; poi hanno speso ben 740 euro in un negozio sportivo di Reggio e altre due transazioni da 500 euro - conclude Amabile - Per fortuna pago alla banca un canone di assicurazione annuale contro i furti, perciò con tutta probabilità sarò risarcita integralmente. Insomma, alla fine è andata bene. E speriamo sempre di incontrare persone come Chafik». l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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