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A Reggio Emilia la scuola è già aperta: 731 bambini in classe con due settimane d’anticipo. Al via il progetto della Regione

A Reggio Emilia la scuola è già aperta: 731 bambini in classe con due settimane d’anticipo. Al via il progetto della Regione

Undici gli istituti coinvolte, tutte le domande sono state accettate. L’assessora Marwa Mahmoud: «Una risposta ai bisogni delle famiglie e ai diritti delle bambini». Ecco cosa si fa insieme

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Reggio Emilia La campanella ufficiale suonerà tra due settimane, ma per 731 bambini le vacanze sono già finite, almeno per qualche ora al giorno. Questa mattina hanno riaperto infatti in anticipo 15 scuole primarie della città per il debutto di “Scuole aperte”, il progetto sperimentale che fino all’inizio delle lezioni propone gratuitamente laboratori, sport e attività educative. Accolte tutte le domande presentate, comprese quelle di 59 bambini con disabilità, con l’obiettivo di offrire nuove occasioni di socialità agli alunni e, allo stesso tempo, aiutare i genitori nella conciliazione tra lavoro e famiglia.
 

Cosa si fa

Alla Matilde di Canossa i libri e la scrittura creativa sono il perno su cui ruotano tutte le attività degli alunni in questa due settimane: «Il progetto – ha spiegato Manuel Masini, responsabile della pianificazione dell’iniziativa per la cooperativa sociale Reggiana Educatori - è dedicato alla sperimentazione dei diversi linguaggi espressivi. In queste giornate i bambini vengono accompagnati nella scoperta di album utilizzati poi per lavorare sulla narrazione con la creazione di nuove storie, altre grafiche e esercizi di lettura espressiva». «Anche per la scuola – ha sottolineato Elisabetta Ferrari, docente della Matilde di Canossa – il progetto è una esperienza di collaborazione positiva: aprire le porte della scuola in modo più soft offre ai bambini la possibilità ritrovare i propri amici iniziando il periodo scolastico con più leggerezza. Inoltre, le competenze sviluppate in questo periodo sono quelle su cui il personale scolastico potrà lavorare anche in seguito arricchendo il lavoro di tutta la classe».

«Come annunciato nei mesi scorsi – ha affermato Marwa Mahmoud, assessora alle Politiche educative - questo anno scolastico vuole essere a Reggio Emilia l'anno delle Scuole Aperte, un progetto che nasce dalla volontà di rispondere in modo concreto ai bisogni delle famiglie e ai diritti delle bambine e dei bambini che vivono oggi la nostra città. Se per il suono della prima campanella occorre attendere ancora due settimane, già da questa mattina 15 scuole primarie hanno aperto le porte a oltre 700 bambini e bambine inaugurando l’anno scolastico. Ad accoglierli una ricca e qualificata offerta di opportunità educative, esperienze di crescita, socializzazione e benessere. Un risultato di cui siamo particolarmente soddisfatti, reso possibile dalla preziosa collaborazione tra Comune, istituzioni scolastiche, Terzo Settore e società sportive, che insieme hanno costruito percorsi capaci di valorizzare il tempo a scuola e di sostenere concretamente le famiglie».


La giornata

In tutte le scuole la mattinata inizia con l'accoglienza dei bambini, seguita da stimolanti attività di laboratorio e sportive interrotte solo dalla merenda. Ogni giorno prima della riconsegna alle famiglie l'assemblea conclusiva darà l’opportunità a bambini e bambine di confrontarsi sulla mattinata. I gruppi di alunni sono formati mediamente da 15 bambini e bambine per educatore, con la possibilità di affiancamento di ulteriori figure professionali in presenza di alunni con disabilità. L'offerta educativa è stata costruita in coprogettazione ascoltando i bisogni delle famiglie, i desideri dei bambini e coinvolgendo enti del Terzo settore e associazioni sportive.

Oltre alla Matilde di Canossa le attività previste nelle scuole sono molto differenziate a partire dal quadrante Sud, coordinato da Reggiana Educatori, dove la Calvino lavora sul tema dei diritti attraverso fumetti, giochi di ruolo, interviste ed esplorazioni del quartiere, alla Tricolore il tema principale è la natura con indagini naturalistiche sul campo (orto, giardino, tracce faunistiche), calchi in gesso e realizzazione di opere di land art. Nel quadrante Nord, il progetto “Connessioni - La scuola si fa comunità” coordinato dalla Cooperativa sociale San Giovanni Bosco le attività sono incentrate su creatività, inclusione e cittadinanza, mentre alla Canossini teatro e improvvisazione. Per le scuole Pascoli, Madre Teresa di Calcutta e Bergonzi sono le attività principale sono legate alle arti espressive. Infine, alla Collodi letture e attività di narrazione in collaborazione con la Biblioteca Santa Croce. In tutti i plessi sono inoltre previsti momenti di sport con basket, flag football e boxe educativa, grazie alla collaborazione con le associazioni sportive del territorio.


Il quadrante Ovest, guidato dalla cooperativa Accento, sviluppa percorsi basati su teatro sociale, fotografia ed educazione visiva. Alla Leopardi i bambini si cimentano in atelier creativi e laboratori fotografici, mentre alla San Bartolomeo narrazione teatrale e discipline acrobatiche faranno divertire tutti. Alla primaria Dante Alighieri e alla Bartali spazio a percorsi espressivi, teatrali e artistici. Infine, per il quadrante Est, coordinato dalla cooperativa L'Ovile, le attività nelle scuole Zibordi, Cà Bianca e Boiardo accompagnano i bambini in un percorso ispirato alle esplorazioni naturalistiche per approfondire la conoscenza dell'ambiente.

I finanziamenti

Il progetto - Aderendo al programma regionale “Scuole aperte”, il Comune di Reggio Emilia mette a disposizione opportunità educative aggiuntive a favore degli studenti della scuola primaria, dalle classi seconde alle quinte, venendo incontro alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie. La Regione ha assegnato al Comune di Reggio Emilia un tetto massimo di spesa pari a 261.589. La proposta presentata dall’Amministrazione reggiana ha coinvolto 15 plessi scolastici afferenti agli 11 istituti comprensivi della città e, laddove possibile sulla base della disponibilità del personale scolastico (ATA), intende prevedere la sorveglianza e il riassetto dei locali utilizzati. Dalla proposta sono rimaste escluse le sedi dei plessi scolastici che prevedono nello stesso periodo centri estivi o altri progetti scolastici già finanziati, come Agenda Nord e Piano estate/Pnrr.


 

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