Malore fatale nel bosco, muore a 84 anni. «La montagna era la sua passione»
Reggio Emilia: William Ficarelli era con gli amici, inutile ogni soccorso
Reggio Emilia «Mio padre era l’incarnazione dell’inno alla vita: generoso, positivo, molto attivo. Le camminate in montagna con gli amici, con sosta nei ristorantini, erano la sua passione alla quale non voleva rinunciare». A parlare è l’avvocato Tiziana, figlia unica di William Ficarelli, 84 anni residente a Cella, spirato per un malore che lo ha colto venerdì sull’Appennino parmense. Quel giorno il pensionato si è svegliato alle 5 del mattino per prepararsi all’escursione. «Mia madre ha cercato di dissuaderlo dalla levataccia e dallo sforzo fisico alla sua età, chiedendogli di non andare, ma a lui piaceva stare in mezzo alla natura», prosegue commossa la figlia, avvocato specializzata in matrimoniale e tributario, ex presidente della Camera civile, ex segretario e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia con lo studio legale in via Pansa. «Aveva tanti amici più giovani ai quali si univa per fare le escursioni».
Verso le 11 la compagnia di reggiani, che si trovava in una zona impervia del territorio di Monchio delle Corti sul sentiero 709A che porta al Lago Verde, si è divisa in due gruppi per raccogliere funghi. I due compagni che lo precedevano di pochi metri, quando non lo hanno più visto, sono tornati indietro a cercarlo: lo hanno trovato riverso a terra. Era incosciente, ma respirava. Un amico ha cercato di rianimarlo con un massaggio cardiaco, mentre l’altro ha lanciato l’allarme ai soccorsi. Il forte vento però ha impedito all’Elisoccorso di Pavullo di decollare e quando sono arrivate sul posto le squadre di terra del Soccorso Alpino stazione Monte Orsaro, vigili del fuoco, Croce rossa e infine i carabinieri di Palanzano, per l’84enne non c’era più nulla fare. Il medico ha constatato il decesso. Il corpo recuperato è stato trasportato in una struttura di Monchio delle Corti, da dove ieri le onoranze funebri Filippi di Bibbiano lo hanno riportato a Reggio. Poiché la causa del decesso è senza dubbio naturale, la magistratura ha già restituito la salma alla famiglia.
«È stato un fulmine a ciel sereno: non ce lo aspettavamo, non eravamo pronte. L’unica consolazione è che mio padre non ha sofferto. Aveva il terrore degli ospedali e si augurava un addio indolore». Nato a Cavriago, Ficarelli si era trasferito a Cella con il matrimonio con Lidia, quasi sessant’anni fa. «I miei genitori si conoscevano da 65 anni, erano in simbiosi. Avrebbero festeggiato le nozze di diamante nel maggio prossimo: lui ha mancato la festa per pochi mesi», aggiunge la figlia. Imprenditore prima nel settore delle carni, dagli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, e in seguito nell’edilizia, una volta in pensione, Ficarelli ha continuato ad avere una quotidianità attiva. «Girava sempre a piedi o in bicicletta – ricorda la figlia – Aveva mantenuto l’abitudine, presa quando lavorava, di fare colazione nel bar della piazza della frazione, dove tutti lo conoscevano». La salma di William Ficarelli sarà visitabile da mezzogiorno di oggi alle camere ardenti del cimitero di Coviolo. Lì – se l’iter burocratico lo consentirà, si attende conferma – si terrà il funerale domani: una breve benedizione, in attesa di cremazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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