Reggio Children, la Carta al centro delle polemiche: ecco cosa dice
Dopo il rifiuto di una delegazione di insegnanti di scuole ebraiche americane di sottoscrivere il documento, Reggio Children ribadisce i principi di pace, dialogo e tutela dei diritti dell’infanzia
Reggio Emilia «La nostra posizione è quella indicata dalla Carta, scritta da Reggio Children istituzione e Fondazione dopo un percorso iniziato nel gennaio scorso e condiviso con il network internazionale. Il percorso non è finito, continua, perché la carta è aperta. L’idea di fondo è ribadire a tutto il mondo che le scuole sono laboratori di pace, da cui partire per creare quella cultura del dialogo, del rispetto, dell'ascolto».
Lo afferma Reggio Children, intervenuta per precisare: «I suoi principi (della Carta, ndr) restano fermi. Le parole con cui li esprime potranno precisarsi nel confronto con contesti, lingue e culture diverse». Tra i prossimi appuntamenti «il 22 ottobre si terrà il primo di una serie di incontri pubblici dedicati alla democrazia e alla pace con Parents Circle-Families Forum, che riunisce famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso un familiare nel conflitto».
“Per una educazione democratica e partecipata”, si intitola così la Carta, presentata il 6 ottobre alla Consulta (a lato), che richiama la Convenzione sui diritti dell’infanzia, la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Costituzione. Il testo della Carta – pubblicato sul sito e modificato il 9 ottobre – recita: «Oggi il contesto sociale e geopolitico internazionale impone scelte tese ad aumentare consapevolezze intorno al ruolo dell’educazione come antidoto alle violenze e alle indifferenze. Come scriveva Loris Malaguzzi: “Nessun bambino può stare bene, se altri bambini soffrono, vicino o lontano da noi”». In questa ottica «vi chiediamo di: difendere i diritti umani e la dignità della persona in Italia e nel mondo; sostenere una società aperta, democratica, pluralista; riconoscere l’uguaglianza di ogni essere umano; contrastare ogni forma di discriminazione; costruire cultura e azioni di pace; ripudiare la guerra; condannare ogni forma di genocidio; condannare ogni forma di militarizzazione delle scuole; educare alla nonviolenza, superando la cultura del nemicol © RIPRODUZIONE RISERVATA
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