L’ultimo atto della discoteca Corallo: apre le porte e mette in vendita i cimeli di una storia lunga 70 anni
Scandiano: ci sono il pesce sopra al guardaroba, le tante gigantografie in bianco e nero di scatti di artisti, le copertine di dischi o le insegne. Ecco cosa si può comprare
Scandiano Decenni di memoria emiliana a disposizione del collezionista più veloce. La lunga storia del Corallo di Scandiano, una delle discoteche più amate e longeve dell’intera Emilia-Romagna, si è conclusa in primavera, con le ultime serate prima della chiusura definitiva. Ora, prima dell’addio alle mura, i gestori hanno lanciato un’iniziativa peculiare, un mercatino in cui chiunque può prenotarsi per una visita in cui valutare le memorabilia rimaste e acquistare quelle che vorrà. Copertine, arredi, macchinette, luci, divanetti su cui è passata mezza Scandiano, la scelta è davvero ampia.
Sarà l’ultimo atto, quello definitivo. A seguire, dovrebbero giungere la cessione dell’immobile all’inizio di via della Rocca, di fronte alla Rocca del Boiardo, e a cascata l’abbattimento e la trasformazione in un complesso residenziale con negozi al pianterreno. Questa settimana il Corallo sarà aperto tutti i pomeriggi per accogliere le persone interessate a dare un’occhiata e, quasi certamente, pronte a farsi travolgere dalla nostalgia e ad acquistare oggetti dallo scarso valore economico ma dotati dell’enorme capacità di generare nostalgie e ricordi belli. Sino a venerdì, il tunnel metallico all’ingresso sarà aperto dalle 14 alle 19; nel fine settimana si andrà su appuntamento, e anche per i giorni feriali i gestori preferiscono sapere in anticipo l’orario di arrivo. Per prenotarsi, è possibile rivolgersi al numero 337 568322 e accordarsi sui vari dettagli.
Sarà una sorta di mercatino del riuso, non un’asta. Nessun cimelio aprirà una gara, neppure i più noti come il pesce sopra al guardaroba, le tante gigantografie in bianco e nero di scatti di artisti e di copertine di dischi, o le insegne. Chi prima arriva meglio alloggia, per così dire, e può scegliere cosa cercare di comprare. A giudicare dal fermento generato sui social dall’annuncio del mercatino, il consiglio è di non attendere troppo, a meno di non voler correre il rischio di un tour tra saloni malinconicamente vuoti, che già da soli saranno in grado di far venire il magone. Con il Corallo se ne va davvero un pezzo della Reggio Emilia del ’900 e di inizio millennio, quella legata al rock, alle lunghe serate in giro per concerti e per locali, riti che collegavano Parma, Modena, Reggio, Bologna. Quella indissolubilmente legata alle radio libere, prima la leggenda Mondo Radio e poi l’adorata emittente locale K-Rock, per tanti decenni mandata avanti da Lucio Vallisneri e Fausto Sassi. Quella delle canzoni dello scandianese purosangue Capossela, che al Corallo ha dedicato uno dei primi classici oltre a centinaia di vagabondaggi, delle tappe di miti del rock, delle chitarre mischiate alla dance, delle scalette incise nella memoria, con gli stessi brani ad aprire e chiudere ogni maledetta serata, prima della caccia alle auto parcheggiate, ai forni e ai bar aperti, a ritorni a casa più o meno gloriosi. Era attivo dagli anni ’50, da sempre gestito dalla famiglia Zambelli, e nella sua carriera ha pure mantenuto un record: quello di locale da ballo italiano aperto per più tempo con lo stesso nome. l © RIPRODUZIONE RISERVATA