Lauree mutilate: c’è l’ok della Camera, educatori salvi
È stato approvato in Commissione Cultura alla Camera l’emendamento al decreto legge Università per le laureate e i laureati in Scienze dell’Educazione
Reggio Emilia È stato approvato ieri in Commissione Cultura alla Camera (con 149 voti favorevoli e 91 contrari) l’emendamento al decreto legge Università che, dopo il via libera ottenuto il 22 luglio scorso al Senato, chiude di fatto la partita per le laureate e i laureati in Scienze dell’Educazione immatricolati negli anni accademici 2017/2018 e 2018/2019. Senza questo intervento parlamentare, rischiavano di non essere più abilitati a esercitare la professione se non attraverso una nuova iscrizione e l’integrazione di ulteriori esami universitari. Un esito che, oltre a provocare rabbia e sconforto in questi lavoratori e lavoratrici – oltre 30mila in tutta Italia, tra cui circa 400 formati all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove è scoppiato il caso –, avrebbe messo a rischio la tenuta stessa delle strutture per l’infanzia, già alle prese con una grave carenza di personale. La causa dei laureati e delle laureate all’Unimore, lo ricordiamo, era stata abbracciata per prima dal sindacato Adl Cobas, insieme al quale avevano deciso di costituirsi in un comitato per accendere un riflettore sul problema.
«È una battaglia vinta – commenta il portavoce Adl Cobas Reggio Emilia Silvio Rosati – dopo un mese di paure e incertezze, il fatto di essere riusciti a unirci, nonostante le diverse difficoltà legate ai contratti dei singoli, e di aver preso parola insieme, come comitato e sindacato, ha permesso che l’evento emergesse con forza anche a livello mediatico. Ora attendiamo la traduzione in legge. Continueremo a lavorare nel settore per limitare precarietà e privatizzazioni». Soddisfatta anche l’assessora ai Nidi del Comune di Reggio Emilia Marwa Mahmoud, delegata alle Politiche educative in Anci regionale. «L’amministrazione, insieme a Unimore, alle parti sociali e alle istituzioni regionali e nazionali, è stata al lavoro fin da subito per accelerare l’iter normativo in tempi consoni e permettere alle educatrici e agli educatori laureati, all’avvio dei servizi, di prendere regolare servizio. È una buona notizia poiché darà continuità educativa ai nostri servizi e tutele e garanzie a tutti coloro che vi lavorano quotidianamente, che meritano un riconoscimento pieno del ruolo che, con professionalità e passione, portano avanti».l © RIPRODUZIONE RISERVATA