Il Coordinamento sulla Cispadana: «Siamo ancora in alto mare»
Silvano Tagliavini commenta le dichiarazioni dell’assessore regionale Irene Priolo
Reggiolo «Lentamente, ma inesorabilmente, viene a galla la realtà, sempre negata, sulla vicenda Cispadana. Realtà che il Coordinamento va denunciando da anni e che vede la realizzazione della Cispadana autostradale sempre più ingarbugliata e appesa all’altrettanto ingarbugliata vicenda della concessione A22. Finalmente si ammette che nel piano di investimenti presentato da Autobrennero nel dicembre 2023 non è previsto quanto serve per realizzare l’autostrada e, tanto meno, quanto serve per mantenere in equilibrio il Piano Economico e Finanziario dell’opera».
A scriverlo Silvano Tagliavini per il "Coordinamento cispadano NO autostrada - SI strada a scorrimento veloce". Il coordinamento fa riferimento a quanto detto dall’assessore regionale ad Ambiente, Trasporti e Infrastrutture Irene Priolo in risposta all’interrogazione sulla realizzazione della Cispadana, presentata dal gruppo consiliare Liste civiche Pd Bassa Modenese in sede di Comuni Modenesi Area Nord. La realizzazione dell’infrastruttura è legata a un contratto di project financing tra Regione Emilia-Romagna e ARC (Autostrada Regionale Cispadana), società controllata in gran parte da Autobrennero, attuale gestore dell’autostrada A22. Tuttavia, proprio la concessione dell’A22 è oggi sospesa fino al 30 novembre, in attesa che la Corte di Giustizia Europea si pronunci sulla compatibilità del diritto di prelazione previsto dal bando italiano rispetto ai principi comunitari.
Anche se la Cispadana non è direttamente inclusa nel bando A22, viene citato un "fondo di accumulo" destinato a finanziare lavori di potenziamento sulla rete autostradale e le relative opere di adduzione. L’accesso a questo fondo sarà possibile solo attraverso convenzioni con gli enti locali, da stipulare una volta che verrà individuato il nuovo concessionario. «Il Fondo di Accumulo citato dalla Priolo - prosegue il coordinamento - si riferisce alle opere correlate alla A22 e non alla Cispadana. Quindi tutto ancora in alto mare nonostante le dichiarazioni di soddisfazione dell’interrogante. C’è ora da capire come la politica regionale, in vista della discussione sul nuovo Prit, voglia seriamente affrontare il tema Cispadana. Cosa che dovrà fare anche la politica locale per quella risposta di viabilità, attesa da troppi anni e non più rinviabile, che solo la realizzazione dei tratti mancanti della strada a scorrimento veloce può dare con meno costi, minori tempi di attesa e minore impatto ambientale. Tutto questo affrontando anche il tema delle piattaforme intermodali in un contesto ferroviario che sta velocemente adeguandosi alle sfide del futuro».