Gazzetta di Reggio

Reggio by night, è guerra tra club e locali

di Chiara Cabassa
Reggio by night, è guerra tra club e locali

L’accusa: nessuno controlla i circoli privati. Fabio Zambelli (Sali & Tabacchi) : «Due pesi e due misure rispetto alle norme da rispettare»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «I locali da ballo sono il posto più sicuro dove un genitore può mandare i propri figli. Le discoteche devono rispettare mille normative e vengono puntualmente controllate... Piuttosto si preoccupino di ciò che succede nei circoli privati». A dirlo è Fabio Zambelli che, oltre ad essere titolare del “Sali & Tabacchi”, è presidente provinciale del Silb (sindacato dei locali da ballo).

Perché chi aveva relegato la disco nell’era vintage, probabilmente si è perso qualche puntata. E se è vero che nei decenni c’è stata una selezione naturale per cui oggi, a Reggio, le discoteche si contano sulle dita di una mano, non per questo hanno finito di far parlare di sè. “Merito” del ReClub e della polemica partita dal presunto sovraffollamento di sabato scorso scongiurato dall’intervento della Polizia municipale (questa la versione istituzionale) o dalle lunghe file dovute proprio all’intervento delle forze dell’ordine che avrebbero rallentato l’ingresso dei ragazzi (la versione del responsabile del ReClub, Luca Contini).

Fatto sta che, alla vigilia di un nuovo week end, gli animi tornano a riscaldarsi. Questa volta è l’Italghisa a fare riaprire il dibattito grazie ad un evento, previsto per sabato 11 ottobre, che si annuncia piuttosto affollato: 3.000 persone in tre sale, è quanto promette o minaccia il flyer pubblicitario. «Macché minaccia - commentano i soci della Fonderia Italghisa -. Bisogna dare il giusto valore alle parole. Per lanciare una serata ci sta che si esageri un po’, ma la nostra capienza si ferma a 900 posti e non entrerà una persona in più». Era però prevedibile che qualcuno si allarmasse... «Se parliamo di discoteche omologate - continuano i gestori dell’Italghisa - ci riferiamo a locali che hanno superato i controlli della commissione di vigilanza e che quindi devono necessariamente rispettare una serie di parametri: dalla metratura alle uscite di sicurezza, dal riciclo dell’aria all’assenza di materiali infiammabili e chi più ne ha più ne metta. La sicurezza è quindi garantita. Un esempio: noi potremmo ospitare molto più di 900 persone, in base ai parametri richiesti, ma ci fermiamo a 900. E c’è un motivo. Se si supera un certo numero di presenze, si è obbligati ogni sera ad avere una squadra di vigili del fuoco davanti al locale, e li dovremmo pagare noi». Possibile che non ci siamo mai... sforamenti? «Guardi, a differenza di quanto detto dal responsabile del ReClub, io chiedo formalmente alle forze dell’ordine di aiutarci. Per il nostro bene e per la tranquillità di chi manda i propri figli in discoteca».

E sullo “sforamento” cerca di fare chiarezza Fabio Zambelli, presidente del Silb: «Il numero dei biglietti emessi in prevendita - spiega - è una cosa diversa dal numero di persone che si trovano fisicamente nello stesso momento all’interno del locale. Non siamo al cinema: non c’è un’ora d’ingresso e un’ora d’uscita uguale per tutti. Ma il rispetto della capienza si misura nel momento in cui si fa il controllo».

E tornando alla differenza tra “locali da ballo” e “circoli privati” sottolineata da Zambelli, c’è chi va oltre. Una nostra lettrice, per esempio, ci mette in guardia dalla serata denominata Bombonera che si terrà sabato al circolo Arci Tunnel: «Di certo sarà fuori capienza ma nessuno lo controllerà in quanto locale di un partito politico...». Pronta e puntuale arriva la risposta di Marco Vicini, responsabile del Tunnel: «Se questi sono gli argomenti, li posso confutare con i fatti. A dimostrare che l’Arci non è intoccabile basti pensare alla multa presa nel corso dell’evento Eleva organizzato ai Chiostri di San Pietro qualche settimana fa. E se non bastasse, ho ancora un processo in corso dove devo rispondere di disturbo della quiete pubblica. I controlli della Polizia municipale li abbiamo sempre avuti e continuiamo ad averli, nessuno chiude un occhio. Quanto alla Bombonera, è una festa anni ’90... più tranquilla di così».

Eppure, lasciando da parte i circoli Arci, c’è chi è profondamente convinto che esistano “due pesi e due misure”. «C’è una differenza abissale - ribadisce Fabio Zambelli - tra “pubblico spettacolo” e “attività di circolo”: sotto la seconda definizione ci può stare qualsiasi cosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google