Evasione, il record a Reggio nel 2013
L’Agenzia delle Entrate ha scoperto 12,3 milioni di euro nascosti allo Stato, «ma ora puntiamo sul dialogo»
REGGIO EMILIA. Una task force di 260 unità, (circa un decimo di quelli in tutta la regione) da quando con la Spending Review l'Agenzia delle Entrate si è unita all'Agenzia del Territorio (l'ex Catasto),è quella di cui dispone il fisco sul territorio reggiano per il contrasto all'evasione. In questi anni è sembrato spesso un fortino assediato: prima da contribuenti imbufaliti e poi, come non bastasse persino da una inchiesta giudiziaria che ha squassato il palazzo di via Borsellino. Che dopo il repulisti (l’inchiesta è ancora in corso ed è passata alla Procura di Roma).
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, a Reggio l’Agenzia lavora a pieno regime. I dati dell'ultimo rapporto del Ministero Economia e Finanze che danno la misura di una guerra senza quartiere contro l’evasione. Anche nella nostra città.
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I NUMERI. Ne abbiamo discusso in redazione con Giovanna Regina e Pierluigi De Rosa, funzionari dello staff della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, che ieri hanno partecipato alla riunione di redazione del mattino. Nel contrasto all'evasione - soprattutto grazie all'accordo raggiunto con i Comuni dell'Emilia Romagna - nel 2013 l’Agenzia delle Entrate ha potuto effettuare 4.200 controlli, recuperando 22 milioni di euro di evasione.
A livello nazionale l'ultimo rapporto parla di una evasione accertata di 24.9 miliardi di euro, quello che alla fine dopo ricorsi, e accordi (come le norme prevedono) l'Agenzia ha portato a casa sono stati 13.1 miliardi di euro. Comunque, una mezza finanziaria. A Reggio l'Agenzia delle Entrate ha messo a segno colpi importanti nel 2013, tanto che il comune capoluogo è al primo posto in regione con la scoperta di un evasione pari a 7.5 milioni di euro, seguito da Bologna con 5.2 milioni e da Modena con 3.8 milioni. Mentre per quanto riguarda le province quella al primo posto è Modena con 19.3 milioni di euro di maggiori imposte accertate, seguita da Reggio con 12.3 milioni e da Bologna con 11.4 milioni. Con i settori della proprietà edilizia e patrimonio immobiliare, la scoperta dei "finti poveri" e il settore commerco e professioni i comparti in cui il contrasato ha dato i frutti maggiori.
I DUE ESTREMI. Dentro questi dati c’è di tutto, anche solo guardando a Reggio: l'evasore proprietario di 30 immobili sparsi per la provincia che dal 2008 al 2011 non ha presentato la dichiarazione dei redditi ma anche chi ha dovuto pagare una sanzione per il ritardato pagamento di due giorni una cartella esattoriale. Due facce della stessa medaglia, ci dicono però dall'ufficio comunicazione dell'Agenzia delle Entrate dell'Emilia Romagna, «perché la legge va rispettata».
ANCHE SERVIZI. Ma la sottolineatura è quella di un fisco, che è diventato più umano e che oggi con la crisi cerca di distinguere tra evasione reale e errori formali in buonafede. La dottoressa Regina ha voluto sottolineare come «a fianco dell'azione di contrasto all'evasione, non meno importante nel nostro lavoro è l'assistenza ai contribuenti e l'offerta di servizi, sia agli sportelli, sia online e che hanno una funzione di "taglia code". Innovazioni che paiono funzionare, come nel caso della registrazione dei contratti di affitto on-line, complice anche la semplificazione con l'introduzione della cedolare secca.
A compiere ogni giorno questo lavoro, anche a Reggio, sono i dipendenti e i dirigenti dell' Agenzia, oggetto di un giudizio - quello nei loro confronti - che oscilla tra la rabbia di chi si sente perseguitato e chi plaude alla scoperta di evasori. «Ora assistiamo ad un graduale miglioramento nel rapporto con l'utenza dopo i momenti peggiori vissuti nel 2012». La situazione è migliorata anche grazie all'aumento delle rateizzazioni concesse, e oggi ci dicono, «c'è più spazio per il buon senso, come quando si chiede di produrre in 30 giorni una serie di documenti e qualche giorno di proroga viene concesso».
Da qualche anno l'Agenzia sta organizzando corsi comportamentali per i propri dipendenti e per la semplificazione del linguaggio nel rapporto con il pubblico. «Per tutti i contribuenti - spiega Regina - di fronte ad un accertamento, si apre un percorso che prevede l'accertamento con adesione, la mediazione e da ultimo il ricorso alle Commissioni Tributarie».
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