Gazzetta di Reggio

A Luzzara ci sono 41 sfollati

A Luzzara ci sono 41 sfollati

I cittadini hanno dovuto lasciare la golena chiusa ma si spera di salvare le case

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LUZZARA. Questione di centimetri per le case e le aziende agricole che si trovano nella golena chiusa di Luzzara: l’onda di piena – che ha iniziato ad attraversare il territorio luzzarese nella serata di ieri – ha superato gli otto metri, una quota prossima a quella del superamento degli arginelli intragolenali che proteggono le abitazioni e le attività che sono in zona Fogarino.

Sono 41 le persone che il Comune ha allontanato dalle proprie case fin da giovedì pomeriggio, e tre le aziende agricole che hanno spostato macchinari, animali e attrezzature portandole in paese.

«Per il momento gli sfollati hanno trovato sistemazione a casa di parenti e amici, se la situazione di allarme proseguirà per alcuni giorni, però, organizzeremo per loro una struttura di accoglienza», spiega il sindaco Andrea Costa.

Proprio il primo cittadino ieri mattina ha realizzato un videomessaggio per spiegare, con tanto di cartina sullo sfondo, la reale situazione della piena: «Gli otto metri previsti non ci preoccupano – ha detto – Gli argini che si trovano in golena, tra il fiume e l’argine maestro, che è la vera difesa idraulica del paese, reggono un’onda prossima agli 8,4 metri. Al momento, quindi, anche le case e le attività in golena sono all’asciutto e tali dovrebbero rimanere. Per precauzione sono state sgomberate con largo anticipo. L’argine maestro, poi, protegge il paese e ha un’altezza vicina ai 12 metri».

Già giovedì pomeriggio, però, è stata appositamente aperta una cassa d’espansione: circa 100 ettari di golena tra Luzzara e Riva di Suzzara in cui è stata fatta fluire molta acqua nel tentativo di controllare meglio il colmo della piena.

«La cassa d’espansione è stata allagata tramite una chiavica costruita dopo la piena del 2000: in questo modo anche l’argine che proteggeva questa zona golenale non ha subito danni e l’allagamento è stato controllato», ha spiegato ai suoi concittadini Costa.

E ieri sono state diverse centinaia i luzzaresi che hanno fatto la spola su e giù dall’argine maestro per controllare lo stato del Grande Fiume. «Il Po è sempre un grande spettacolo, speriamo che resti tale e non faccia danni», il commento di tantissimi.

Tutti con lo sguardo rivolto verso quel pezzo di golena protetto dagli arginelli consortili per controllare che l’acqua non iniziasse a entrare.

A vigilare sugli argini i volontari dell’associazione di protezione civile Antenna Amica, che curano anche il ponte radio su tutta la Bassa reggiana. Sono stati loro ieri a monitorare lo stato di salute degli argini e a presidiare le strade che portano a Po e che sono state chiuse alle auto.

Intanto i tecnici comunali si sono preparati alla seconda notte in piedi: dal secondo piano del palazzo municipale – dove è stato aperto il Centro operativo comunale – si coordinano le attività di monitoraggio, le ordinanze di chiusura delle strade (al momento sono state chiuse: viale Po, via Fogarino Martinelli, l’argine maestro nel tratto urbano e tutti gli accessi che portano al fiume) e il livello del fiume.

Costante anche il confronto con gli agricoltori proprietari dei terreni golenali che potrebbero essere interessati dall’eventuale esondazione del fiume: con loro si controlla minuto per minuto la tenuta degli arginelli consortili per evitare l’apertura di fontanazzi. Insomma, un presidio costante e su più fronti, coordinato con la protezione civile provinciale, la prefettura, la polizia municipale e le forze dell’ordine affinché l’auspicio dei luzzaresi («Che il fiume in piena resti solo un splendido spettacolo») si avveri.

E forse è anche per esorcizzare l’allarme che su facebook sono comparse decine e decine di foto del Grande Fiume che scorreva tra i filari di pioppi di viale Po, che premeva contro l’argine maestro verso Riva e che indugiava lungo la salita che collega il paese alla golena.

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