Il Comune invita i cittadini a “collaborare”
Guastalla, il sindaco Verona e la presenza di curiosi e fotografi: «Cercate di evitare inutili pericoli»
GUASTALLA. Anche a Guastalla l’amministrazione comunale ha diramato un comunicato dove si informa che “a seguito delle copiose piogge degli ultimi giorni che hanno interessato il Nord Italia e l’Appennino e delle allerte ricevute dall’Agenzia di Protezione Civile dell’Emilia Romagna, a partire da mercoledì 12 novembre è stato attivato il Coc (Centro Operativo Comunale) dato che il livello idrometrico del fiume Po ha raggiunto la quota di 5,50 metri.
Al fine di tutelare la pubblica incolumità il sindaco di Guastalla Camilla Verona ha provveduto ad emanare le ordinanze, come previsto nel Piano Comunale di Protezione Civile, per la chiusura della pista ciclabile per Gualtieri, la chiusura della pista ciclabile per Luzzara e delle attività estrattive, l’evacuazione delle attività ricreative e produttive site in golena aperta, nonché da ultimo, ha ordinato la chiusura di viale Po dalla rotonda del nuovo ponte stabile fino a Lido Po. Sarà mantenuta l’informazione alla cittadinanza fino al superamento della piena. I cittadini sono invitati a collaborare con le istituzioni e le forze dell’ordine al fine di evitare inutili pericoli».
Oggi alle ore 12, a Guastalla nella sede provvisoria municipale in via Castagnoli si terrà un incontro con Aipo, Consorzio di Bonifica, Comuni rivieraschi per un aggiornamento della situazione Il Po tra poesia e timori. E la piena oltre alla paura dà anche spettacolo. Ieri, grazie ad un pallido sole, la gente si è riversata al Lido Po per vedere da vicino l'effetto della piena. Viale Po è stata chiusa al traffico veicolare, via Baita è stata transennata per l'acqua che ormai ha invaso il sentiero. L'impianto di escavazione è allagato.
L'unica via d'accesso è rimasta la ciclopedonale dove centinaia di persone hanno percorso il tratto che porta al Lido Po. Il ristorante “La Quadra”, già liberato da cucina, mobili, tavoli e sedie è già sott'acqua.
Così pure la canottieri “Eridano” dove davanti galleggiano alcune canoe. Uno scenario che ricorda le piene del 1951, del 1994 e del 2000. Ci sono persone che sono arrivate al Lido Po munite di macchine fotografiche per rubare qualche immagine tra golene e filari di pioppeti allagati. E oggi si resterà ancora con il fiato sospeso in attesa del passaggio del picco di piena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
