Gazzetta di Reggio

Il livello del Po adesso preoccupa

Andrea Vaccari
Il livello del Po adesso preoccupa

All’idrometro di Boretto ha superato la “quota di attenzione” mentre l’Aipo e la Protezione civile sorvegliano le arginature

2 MINUTI DI LETTURA





BORETTO. Il Po è cresciuto più di un metro nelle ultime 24 ore e il suo livello è destinato ad aumentare ulteriormente nelle prossime ore. Non saranno raggiunti i numeri che hanno caratterizzato le piene degli ultimi decenni, ma si tratta ugualmente di un fenomeno di intensa portata, che si è già manifestato nei lidi rivieraschi reggiani, dove l’acqua ha lentamente invaso la strada.

Un fenomeno che non riguarda soltanto l’Emilia ma si estende lungo tutta l’asta del grande fiume. In Piemonte sono previsti incrementi dei livelli nelle sezioni da San Sebastiano a Isola Sant’Antonio, con valori prossimi alla soglia di attenzione, in particolare nel tratto a valle della confluenza del fiume Sesia. Nel tratto lombardo-emiliano i livelli sono attualmente di criticità ordinaria (livello 1), salvo alla sezione di Boretto dove il Po è al livello 2 di criticità (criticità moderata), destinato a estendersi in altre zone.

Si tratta perciò di un evento di piena più significativo rispetto a quello dei giorni scorsi e che presenta una permanenza di livelli importanti più estesa e prolungata, lungo la parte mediana e finale del fiume, in conseguenza dell’apporto distribuito dei diversi affluenti e della durata delle precipitazioni. «Si conferma la possibilità di allagamento delle golene aperte – spiegava l’Aipo nel bollettino diffuso ieri pomeriggio – e l’interessamento delle arginature delimitanti le golene chiuse. E’ richiesta la massima prudenza in tutte le aree prospicienti il fiume e in generale in relazione a strutture o attività che possono essere interessate dalla piena. Il servizio di piena centrale e le strutture territoriali Aipo sono impegnati nel monitoraggio e sono in corso attività di vigilanza e di controllo delle arginature e delle opere idrauliche».

La pressione dell’acqua sugli argini, infatti, rappresenta uno dei pericoli costanti in caso di piena sia per l’effetto erosivo dell’acqua che per la possibile formazione di “fontanazzi” o di infiltrazioni d’acqua. Per questo la Protezione civile è chiamata ad un costante controllo degli argini. Il personale Aipo rimane in piena operatività anche sugli affluenti piemontesi e lombarancora interessati dalla piena e che, probabilmente, apporteranno un’altra onda di piena tra 24-48 ore. Sono invece in decrescita gli affluenti emiliani, in particolare Taro e Secchia, anche se è previsto che le piogge intense proseguiranno anche nella giornata di oggi.

Andrea Vaccari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google