Quando la paura del Po diventa uno spettacolo
I cittadini armati di macchina fotografica a caccia dello “scatto d’autore” A Boretto e Brescello in tanti hanno passato la notte sugli argini
BORETTO. E’ stata una notte di passione e di lavoro, quella trascorsa sul Po tra giovedì e venerdì. Il fiume ha superato quota sette metri alle 5.30 e circa a quell’ora i venti volontari della protezione civile hanno iniziato, a turni, a sorvegliare l’argine. Visto il raggiungimento di questa soglia, su tutti gli accessi sono state posizionate delle transenne fisse che impedivano di avvicinarsi troppo all’acqua. Al risveglio, il fiume è apparso ancora più imponente e le piante all’interno del lido Po sono risultate ancora più sommerse.
Ai più attenti non sarà sfuggito che, nel viale d’ingresso principale – in questi casi di piena utilizzato come “metro” – l’acqua giovedì era arrivata alla prima pianta mentre ieri si era propagata tra la quarta e la quinta. A testimoniare il fatto che la popolazione sta vivendo con una certa apprensione queste ore, il fitto via-vai che già dalle 7 di mattina si poteva riscontrare lungo le scale del lido. Segno che il Po, pur nella sua maestosa bellezza, quando si alza fa paura.
IN COMUNE. All’interno del municipio ha continuato a funzionare, ininterrottamente, il Centro operativo comunale (Coc). Sindaco, assessori, consiglieri e tecnici si sono alternati nella sala del primo piano per monitorare da vicino la situazione. Parallelamente, oltre alla funzione organizzativa, il Coc ha curato anche la comunicazione: tutti gli sviluppi sono stati scritti in vari comunicati, diffusi su una bacheca davanti alla sede del Comune, oltre che – ovviamente – via web.
Molti cittadini che si recavano “a Po” hanno sostato qualche minuto in piazza San Marco cercando di carpire qualche messaggio ottimistico da parte degli esperti. A questo ruolo non si è sottratto nemmeno il sindaco Massimo Gazza, che nel corso della sua abituale perlustrazione lungo l’argine, è stato “intervistato” da tantissimi borettesi, ai quali sono giunte previsioni ottimistiche sul passaggio della piena dal primo cittadino.
LA NOTTE SCORSA. L’innalzamento del fiume sino al raggiungimento dei livelli previsti ha comportato un implemento delle misure di sorveglianza, che sono state confermate nella notte appena trascorsa. Anche in questo caso i volontari della protezione civile “Eridanus” hanno pattugliato palmo a palmo l’argine, evitando l’accesso dei civili nelle zone vietate e assicurandosi che non vi fossero situazioni critiche da segnalare.
A turni di cinque persone alla volta, i volontari – coordinati dal presidente Roberto Meroni – stanno effettuando una sorveglianza non stop che cesserà soltanto quando la fase di allarme sarà rientrata. In queste ore, i volontari hanno continuato a rapportarsi con il Coc, ai quali hanno fornito aggiornamenti puntuali.
MUSEO. Era da qualche anno che a Boretto non si vedevano i sacchetti di sabbia. Questa volta è stato necessario rispolverarli, per cercare di limitare i danni in alcune strutture prospicienti al fiume, in particolare al Museo del Po e nella sede del Canoa Team Boretto Po. Entrambi si trovano infatti nella zona dell’ex Arni, dove l'acqua del Po è arrivata: per precauzione è stato effettuato qualche piccolo trasloco ma non si dovrebbe arrivare a parlare di veri e propri allagamenti, piuttosto di qualche infiltrazione. Comunque, i sacchetti contribuiranno a fare da filtro e a tenere fuori il “grosso”, ossia fango e melma. L’arrivo del Po non dovrebbe invece interessare la Cattedrale, posta qualche centimetro più in alto e dunque al riparo da spiacevoli sorprese.
TRAFFICO INTENSO. Nel pomeriggio di ieri l’afflusso di visitatori e curiosi è stato a dir poco impressionante. In tantissimi sono arrivati muniti di macchina fotografica per immortalare l’impressionante manto d’acqua che ha invaso il lido borettese. Essendo chiusi entrambi gli accessi per le auto al lido, l’argine era facilmente raggiungibile a piedi, parcheggiando in centro o in piazza Nenni.
Molti però, nonostante le raccomandazioni, hanno tentato di parcheggiare l’auto a lato della strada, creando non pochi problemi al traffico.
Il luogo più “battuto” è quindi diventato il parcheggio dell’albergo-ristorante “Al ponte”, dove in tanti hanno lasciato la macchina per poi andare a gustarsi il panorama. Ma l’avanzata dell’acqua, arrivata ben oltre la metà del piazzale, ha messo in allarme la polizia municipale che – onde evitare problemi – ha preferito impedire l’accesso all’area con nastro e transenne.
Il provvedimento non è però bastato a limitare i “furbetti” che volevano scattare qualche foto in “toccata e fuga”: gli agenti della Municipale sono stati costretti a minacciare multe, che in qualche caso sono arrivate.
Troppo intenso, infatti, il traffico sulla rotonda che porta sul ponte di Viadana (Mantova) per poter chiudere un occhio. Il bel tempo (ieri si è registrata una temperatura ben più alta rispetto alle medie dello stesso periodo) ha dato la possibilità agli amanti delle due ruote di poter pedalare per lunghi tratti a pelo dell’acqua.
TUTTI IN TV. In occasione di eventi come questi, il nome di Boretto arriva a risuonare in tutti i media nazionali. Anche questa piena non fa eccezione, e per osservare questo stato di emergenza sono arrivati giornalisti da tutta Italia. Operatori di Rai, Mediaset e Sky hanno presidiato le sponde del Po tra gli sguardi sorpresi dei passanti, alcuni dei quali sono stati intervistati. Così come in altre circostanze, la postazione “clou” è stata lo spiazzo del museo dei pontieri, che consentiva ai furgoni e ai cameramen un sufficiente spazio di manovra.
BRESCELLO. In molti – vista l’immediata vicinanza del lido Enza dal centro del paese – hanno voluto sincerarsi delle condizioni del fiume Po e vedere a che punto fosse arrivata la piena , dopo la crescita costante delle ultime ore.
Nell’arco di poco più di un giorno, l’acqua è arrivata a “mangiare” decine di metri di asfalto. Qui, il panorama è di quelli mozzafiato, in particolare sul lato sinistro, quello nel quale sono presenti centinaia e centinaia di pioppi.
L’acqua è arrivata a ricoprirne gran parte del tronco e il gioco di tonalità di colore crea un effetto molto suggestivo, ambito da tantissimi appassionati di fotografia.
Sull’altro versante, invece, fa impressione vedere i cartelli quasi totalmente sommersi. Aspetti, questi, che attirano la vivace curiosità di tanti bambini, accompagnati dai genitori per osservare da vicino un fenomeno al quale non si riesce a resistere.
Più pratici, invece, gli anziani, che con pragmatismo “liquidavano” la situazione, dicendo che l'acqua sarebbe salita ancora soltanto di pochi centimetri.
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