Gazzetta di Reggio

REGGIO EMILIA

«Estremismo islamco? Qui non ci risulta»

«Estremismo islamco? Qui non ci risulta»

Il procuratore Grandinetti: «Con disagio economico sociale più alto il rischio di azioni eversive»

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REGGIO EMILIA. Alla luce dei fatti di Parigi la domanda viene spontanea: a Reggio c’è un pericolo estremismo islamico, ci sono segni di presenze che in qualche modo possono essere legale a movimenti estremisti? Lo chiediamo al procuratore capo, Giorgio Grandinetti.

«No, non ci risulta qui – risponde deciso – Naturalmente, se guardiano a quello che è successo e se pensiamo a fenomeni come l’Isis, tutto questo può determinare comportamenti emulativi. Ma non è un problema locale, bensì ultranazionale».

La riflessione del magistrato guarda semmai più al terrorismo in generale, «come fenomeno puramente ideologico».

Per quanto riguarda il territorio di Reggio, non ci si dimentica di un aspetto: «Le Brigate Rosse sono nate a Reggio. Sono trascorsi che richiamano sempre attenzione e vigilanza».

La competenza, quando si parla di terrorismo, non si ferma alla procura di Reggio. Ma sono i magistrati reggiani a dover leggere eventuali reati spia e poi segnalare alle procure distrettuali competenti eventuali evoluzioni.

«Quando c’è disagio economico e problemi di rappresentanza, la situazione diventa potenzialmente esplosiva. Non faccio allarmismo e non sono allarmato, ma se analizziamo freddamente e ci chiediamo se ci sono le condizioni perchè possa riprendere un antagonismo duro e violento, secondo me le condizioni ci potrebbero essere».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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