Il rettore richiama il prof: «No all’odio»
Barbieri bollò i terroristi come «scimmie ammaestrate». Andrisano (Unimore) non ci sta: «Stop a reazioni incontrollate»
REGGIO EMILIA. «Non potrò mai tollerare che scimmie ammaestrate di qualsiasi etnia, religione o credo politico vadano in giro ad ammazzare delle persone solo perché queste esercitano il sacrosanto diritto della libertà di stampa, pilastro della democrazia occidentale nella quale io credo fermamente». Nicola Barbieri, docente di Storia della pedagogia all’università di Modena e Reggio, aveva affidato a una lettera il suo sdegno poco dopo la strage di 12 persone nella redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo. Una posizione netta, portata avanti con dichiarazioni sin troppo taglienti, praticamente da cartellino giallo secondo il rettore dell’Unimore, che ieri ha diffuso una nota con la quale indirettamente - ma in maniera altrettanto tranchant - stigmatizza le parole del professore reggiano. «Come ho già avuto modo di esprimere all'indomani dei tragici fatti di Parigi, nei quali è stata presa di mira la redazione del settimanale Charlie Hebdo, ribadisco a nome dell’Ateneo che non deve mai venire meno la difesa di quel valore fondamentale che è la libertà, libertà di espressione, libertà di pensiero e di opinione, un principio su cui fondano le nostre “società aperte”, e per la quale ci sentiamo di respingere con fermezza l'attacco recato da gruppi terroristici pseudo religiosi, che puntano a spegnere espressioni di libertà ed a seminare paura e sentimenti di vendetta tra la popolazione per meglio perseguire i propri fini “politici” e di potere» ha scritto Andrisano. Poi, nelle righe seguenti, il richiamo a tutto il corpo docente e il riferimento esplicito al professore, che ha causato qualche imbarazzo all’ateneo, solitamente moderato nelle uscite pubbliche. «La compostezza delle manifestazioni di ieri e dei giorni scorsi in Francia, e non solo, in risposta a coloro che brutalmente, e in maniera violenta, hanno voluto mettere a tacere i giornalisti del periodico parigino devono suggerire al mondo, a noi stessi e, soprattutto, a quanti hanno il dovere di formare ed educare i giovani che non è alimentando paure e reazioni di sdegno incontrollato, o peggio ricorrendo alla violenza verbale, che si sconfigge il disegno destabilizzante dei terroristi. La nostra opportuna condanna di quanto accaduto non può in alcun modo giustificare il ricorso a messaggi volti ad incitare all'odio, poiché la nostra sfida deve essere condotta esclusivamente sul terreno della affermazione piena di quei valori che ispirano le nostre democrazie».
Da parte sua Barbieri aveva detto che era il caso di cambiare atteggiamento visti gli attacchi dei terroristi. «Queste scimmie e i loro mandanti devono sapere che io non ho certamente paura di loro, e farò di tutto perché anche altri capiscano che in questi frangenti non si deve avere paura, ma si deve reagire». Oggi, durante gli esami nella sede Unimore alla ex Caserma Zucchi di viale Allegri, Barbieri darà lettura dei nomi delle 17 vittime francesi e dei caduti in Nigeria. Giovedì 22 ha organizzato poi un incontro con gli studenti insieme all’antropologa Alessandra Gribaldo. (e.l.t.)
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