Allerta presa sottogamba, così il piano è crollato
Al Comune di Reggio erano arrivate dalla Protezione civile due allerte. Il sindaco Vecchi: «Una riguardava valanghe, l’altra diceva “poca neve”»
REGGIO EMILIA. Emergenza presa sottogamba. Oppure un’interpretazione sbagliata di un livello di allarme “generico”? È il caos. E nel lungo vertice che si è svolto ieri pomeriggio in Prefettura sono volati gli stracci. Nel mirino del Comune finisce soprattutto un bollettino della Protezione civile diffuso proprio dalla Prefettura – datato 5 febbraio – che allertava soltanto sul rischio di valanghe in montagna. Ma Vecchi ha anche puntato il dito contro la totale negligenza di Enel, che ha lasciato oltre 60 mila utenze senza la minima assistenza.
PREVISIONI BALLERINE. In città erano attesi 15-20 centimetri di neve. Ne sono scesi in media quarantacinque, con un ritmo forsennato, mandando in tilt l’intero piano neve del Comune. Scuole annunciate aperte e poi rimaste chiuse. Strade mai pulite fino in fondo. «Un amministratore agisce sulla base delle informazioni e del quadro conoscitivo che ha in mano», si giustifica il sindaco, Luca Vecchi. Summit su summit. Ma nessuno aveva previsto quello che poi si è verificato: «La documentazione che avevamo prevedeva possibili disagi con un massimo di trenta centimetri di neve. Ne è arrivata quasi il doppio - spiega Vecchi – C’è consapevolezza del disagio, ma i presidi sociosanitari e i servizi sono funzionanti, non si ravvisano feriti o incidenti gravi. Il dato generale è che siamo di fronte ad un evento che ha interessato l’intero nord Italia, bloccando aeroporti, stazioni e autostrade. Sulla base delle informazioni delle autorità competenti prevedevamo una nevicata che non è quella che si è verificata. Lo stesso è avvenuto a Modena e Parma».
DOCUMENTI E ALLERTA. Sul tavolo del Comune di Reggio, giovedì, era arrivato un documento nel quale si parlava solo di Busana, Collagna, Ramiseto e Villa Minozzo. In questi Comuni erano indicati fra i cento e i centoventi centimetri di neve: «La presenza di strati deboli porterà a diffuse situazioni di instabilità del manto», si legge. Un altro bollettino, sempre del 5 febbraio, prevedeva da ieri mattina «precipitazioni nevose fino al livello di pianura da moderati ad abbondanti», conseguenza di «precipitazioni a carattere di rovescio e temporale in Emilia-Romagna». Comunicazioni che, nella catena di comando, hanno avuto l’effetto di diluire l’emergenza, inducendo a relegarla su livelli di allerta inferiore.
SPAZZANEVE, DOVE SONO? Nel mirino finisce Iren, che aveva il compito di pulire strade e marciapedi: una convenzione in scadenza nel 2018, che prevede l’attivazione di un servizio calibrato su trenta centimetri di neve. In campo, circa 130 spazzaneve per le strade e quaranta bobcat per marciapiedi e ciclabili, con un piano di circolazione intervallato ogni ora e mezza nelle strade principali e ogni sette ore in quelle secondarie. Costo della convenzione, circa 1,1 milioni di euro a bilancio 2014 per tre nevicate l’anno. Una task-force franata di fronte ai dieci-quindici centimetri caduti in più del previsto, con una intensità che ha impedito agli spazzaneve di svuotarsi e ripartire. La salatura? «È stata parzialmente resa inefficace dalla pioggia - risponde l’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino - Tutta questa attività regge fino a trenta centimetri, sotto la soglia prevista nell’allerta. Noi siamo andati fra i quaranta e i cinquanta. E più neve si accumula più si dilatano i tempi del servizio».
AZIENDE IN GINOCCHIO. Disagi a non finire. Non solo per i cittadini, a molti dei quali il sindaco Luca Vecchi ha risposto personalmente sul suo profilo Facebook. La gestione del piano neve non è andata affatto giù al presidente di Unindustria, Mauro Severi, che ha sferrato un duro attacco all’amministrazione. «Le aziende reggiane hanno subito enormi disagi a seguito della nevicata che ha colpito il nostro territori - attacca Severi - La viabilità è stata notevolmente penalizzata da un’insufficiente attività di pulizia e sgombero che ha impedito a moltissimi lavoratori di raggiungere il lavoro. È incomprensibile come un evento atmosferico largamente previsto, nei tempi e nell’intensità, non sia stato affrontato con adeguata efficienza e attitudine organizzativa. A causa di ciò, il mondo produttivo reggiano viene messo in difficoltà, subendo costi e danni non previsti». Per Severi, «si è trattato di una situazione in cui le amministrazioni potevano fornire a cittadini e imprese una risposta migliore. Abbiamo appena presentato i risultati del monitoraggio Unindustria sull’imposizione locale: ora possiamo aggiungere che ad un prelievo in aumento non corrispondono servizi pubblici all’altezza».
CITTÀ DELLE PERSONE? Alle polemiche non potevano mancare le opposizioni. E dal M5s si sono fatti subito sentire: «Siamo in inverno – affermano dal gruppo consiliare “grillino” – da qualche giorno, tutti i media annunciano l’arrivo di un’abbondante nevicata. Tutto normale, visto il periodo, ma l’incapacità si vede anche da queste “piccole cose”. Era una programmazione di un evento ampiamente anticipato dai meteorologi, ma la “città delle persone” si è trovata in ginocchio». (e.spa.)
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