Invalidi e al freddo: mamma e figlio aiutati solo dai vicini
Lei 70 anni, lui dipendente comunale: «Enel? Una vergogna». Dalle 5 di ieri fino a sera senza luce e senza sapere che fare
REGGIO EMILIA. «Sono un dipendente comunale e non vorrei ritorsioni sul lavoro, ma così è veramente una vergogna». Esordisce così Marco (nome fittizio per tutelarne l’identità) quando fa per raccontare la sua storia, in molti aspetti del tutto simile a quella di tantissimi altri reggiani, vissuta ieri dal risveglio all’alba sotto la coltre della Big snow, la Grande neve, nella zona di Rivalta, fino alle 20, quando, finalmente, è tornata la luce.
Cosa le sta capitando?
«Mi sono svegliato alle 5 e in casa non avevamo la corrente. Niente luce e niente riscaldamento. Io e mia madre, viviamo insieme soli, e siamo entrambi disabili. La mamma ha 70 anni, invalida al 100%. Non può muoversi. Io ho il 75% di invalidità. È tutto il giorno che siamo in questa situazione».
È così anche nel vicinato?
«A cento metri da qui la luce andava stamattina (ieri mattina, ndr). Ma nel nostro palazzo siamo tutti senza luce e riscaldamento. Io ho cominciato a chiamare Enel dalle 5: avrò fatto centinaia di telefonate, per ore e ore di fila. Ma risponde solo una segreteria automatica. Dice che stanno provvedendo a risolvere i disagi... Ma siamo ancora messi così. È una vergogna. Non ci mettono neppure la faccia. Con quello che paghiamo di bolletta, almeno che ci mettessero una persona in carne e ossa a rispondere».
Come state affrontando la situazione d’emergenza?
«Non possiamo fare altro che aspettare, purtroppo. Ci siamo armati di coperte e aspettiamo. Chiedere ospitalità? Non conosciamo nessuno. Ora stiamo provando a metterci in contatto con il Comune. Per fortuna a farci da mangiare ci riusciamo. Pensi che nell’appartamento sotto di noi c’è una persona anziana sola. Sono appena tornato da giù».
È scattata la solidarietà tra vicini.
«Sì. Cosa vuole? Come sempre, in casi analoghi. Da stamane ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo cominciato a spalare...».
Anche lei?
«Sì, per liberare la mia auto. Era in cortile coperta da cumuli di neve. Ma stamattina dovevo assolutamente uscire. Per andare a comprare delle medicine. Così, vista la situazione, sono sceso e mi sono messo al lavoro. Ho spalato quello che ho potuto...».
Aiutato dagli altri condomini. In quanti siete?
«Sì. Nove appartamenti, dunque nove nuclei famigliari. Tutti al freddo».
Cosa fate in queste ore? Vi siete riuniti?
«Per il momento ci incontriamo sui pianerottoli e per le scale del condominio. Ci aggiorniamo via via. Almeno possiamo contare sull’aiuto gli uni degli altri».
Alla fine le medicine almeno è riuscito a comprarle?
«Sì, sono riuscito a uscire con la mia auto la mattina. Ma anche le strade erano in una condizione pietosa. Siamo pieni di neve, molte macchine sono rimaste bloccate anche per i cumuli fatti dalle ruspe. E le strade, senza avere gettato prima il sale, sono lastre di ghiaccio. Ho rischiato parecchio. Ora però è il riscaldamento che serve...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
