Gazzetta di Reggio

EMERGENZA NEVE

Tre intossicati dal monossido

Tre intossicati dal monossido

Bibbiano: una famiglia di Barco con la casa buia e fredda si è addormentata davanti al camino acceso per scaldarsi

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BIBBIANO. Con la casa fredda e al buio, una famiglia di Barco, la frazione bibbianese più colpita dal black out provocato dall’emergenza neve, dal pomeriggio di venerdì – come tanti altri cittadini che potevano sfruttare questa ancòra di salvezza per produrre un po’ di luce e di calore – ha cercato di scaldare l’abitazione utilizzando il camino. Non c’era altra scelta.

Quel camino acceso nella casa di via Nazario Sauro, che ha continuato ad ardere legna per tutta la notte, poteva però costare molto caro a una coppia di coniugi e alla loro figlia: tutti e tre, infatti, sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio e sono stati ricoverati in ospedale.

L’allarme è scattato ieri mattina quando, al risveglio, quando le fiamme si erano spente da ore e il fumo aveva invaso la stanza dove i tre cercano di scaldarsi un po, mamma e figlia hanno capito che qualcosa non andava e accusavano un forte mal di testa. Un malessere avvertito anche dal padre della ragazza, che ha subito telefonato al 118 per chiedere l’intervento dei soccorritori.

Igor Fontana, la moglie Flavia Umiltà e la figlia Alice sono stati caricati a bordo di un’ambulanza e trasportati al pronto soccorso, prima di essere trasferiti d’urgenza all’ospedale di Fidenza, la struttura attrezzata più vicina, per essere sottoposti a un trattamento in camera iperbarica. L’unico modo per garantire ossigenazione extra ai tre intossicati e ridurre al minimo i rischi causati dall’assorbimento di monossido di carbonio, che può essere durato alcune ore.

Dopo la cura, tutti e tre hanno cominciato a stare meglio, in particolare l’uomo, mentre le due donne sono state trattenute ancora in osservazione: una misura precauzionale, per scongiurare pericoli.

Alla fine, nessuno dei tre è in pericolo e le loro condizioni fisiche non destano preoccupazione ma certo fa rabbia pensare che, a causa del black out che dall’alba di venerdì ha lasciato molte abitazioni di Barco senza corrente elettrica, la famiglia abbia rischiato conseguenze ben più gravi.

Anche se le intossicazioni da monossido di carbonio sono abbastanza frequenti (solo la settimana scorsa, in provincia di Reggio, nove persone sono finite all’ospedale per stufe e bracieri malfunzionanti), la famiglia Fontana non sarebbe mai andata a dormire con il camino acceso se il riscaldamento fosse rimasto acceso per tutto il giorno e la casa non fosse stata al buio a causa dei disagi provocati dall’emergenza neve. (g.g.)

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