Gazzetta di Reggio

storie di neve

Tutti nell’unico negozio aperto

di Silvia Parmeggiani
Tutti nell’unico negozio aperto

Correggio: alla “Bottega” di Prato la merce pesata con una vecchia bilancia e i conti fatti a mano

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CORREGGIO. Il negozio aperto senza elettricità, solo con l'aiuto di un piccolo generatore per tenere frigo e frezeer accesi, per dare un servizio a chi non può uscire di casa. Siamo a Prato di Correggio, e “La Bottega” di via Dinazzano è l'unico punto di approdo aperto per chi cerca beni di prima necessità. Il forno è chiuso «causa mancanza di elettricità»; idem il bar di fronte e altre attività. «Ieri notte il fornaio – dicono – ha aspettato fino all'una, poi è stato costretto ad andare. La luce non arrivava e il pane non si può fare in due ore...». Ed è alla Bottega che si incontrano un po' tutti per scambiarsi le ultime novità. «Candele, carbonella, fiammiferi: sono le cose che ci hanno chiesto per superare questi due giorni di freddo senza la corrente elettrica e il riscaldamento», spiegano i gestori del negozio. Anche loro, come tutta Prato, sono rimasti senza elettricità e riscaldamento. Grazie al generatore portato da amici, sono riusciti a mantenere in funzione i reparti freddi. Conti fatti a mano, come una volta, annotando la spesa sui vecchi registri di cassa manuali, usando la calcolatrice per dare il resto, pesando la frutta a mano con la vecchia bilancia, annotando la spesa su taccuini. Una spesa d'altri tempi, «anche se ne facevamo di sicuro a meno». L’elettricità? Nessuno sapeva nulla, ieri mattina. «Abbiamo contattato l'Enel, ma le linee sono sempre intasate. Né da loro, né dal Comune abbiamo ricevuto informazioni: dicono di seguire tutto in diretta, ma dimenticano che, se l'elettricità non c’è, facciamo fatica ad accendere il pc, e comunque non tutti hanno il wi-fi. Insomma, avremmo preferito che fossero passati di qui in auto col vecchio megafono. Avremmo apprezzato». Nella rivendita passano in tanti. Per scaldarsi, raccontano, venerdì notte hanno tirato fuori piumoni e coperte, acceso caminetti, aperto gli armadi alla ricerca di cose pesanti. «Sì, ma chi ha potuto – spiega una signora – si è fatto ospitare da parenti». Per gli altri, notti al gelo. «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) sono andata in palestra per scaldarmi e fare una doccia calda», scherza una signora. «Ci hanno detto – dice un'altra – che apriranno punti d'accoglienza per farci dormire al caldo, ma coi tempi che corrono chi lascia le case?» Prato è al buio: semafori spenti e qualche luce fioca delle candele. «Almeno i bimbi si sono divertiti. Ma quella che stiamo vivendo è una situazione paradossale». Prima di sera è tornata la luce.

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