Bismantova, in ansia il comitato per i restauri dell’Eremo
Il presidente Dolci: «Quale sarà il futuro della struttura? Già investiti 300mila euro, soldi buttati?»
CASTELNOVO MONTI. Da diversi anni si era affermato come una realtà associativa molto proficua e concreta. Ma venerdì, il macigno schiantatosi sul sagrato dell’Eremo di Bismantova, ha dato una mazzata pesantissima anche al Comitato di cittadini che si era costituito proprio per il restauro dell’antico luogo di culto che sorge sotto le pareti strapiombanti. Un restauro che stava procedendo anche nei giorni scorsi, come spiega il presidente del Comitato, Domenico Dolci: «Eravamo in attesa del via libera della Soprintendenza per lavori sulla sagrestia, in particolare per la sostituzione di alcuni paramenti lapìdei della facciata, che si presentavano usurati. La ditta che avrebbe dovuto realizzare i lavori, aveva già portato le nuove pietre che sostituissero quelle usurate sul piazzale. Ora sono state sepolte dal crollo di venerdì. Ma ovviamente questo è il problema minore».
I dubbi principali infatti riguardano il futuro dell’Eremo e della zona circostante: «Oggi c’è una grande amarezza, anche se c’è anche la consolazione che non ci siano state persone coinvolte in questo evento tremendo. C’è poi un enorme punto di domanda sul futuro dell’eremo, per il quale dobbiamo attendere cosa diranno i tecnici e il Comune, in merito alle possibilità di fruibilità dell’area. Certo il Comitato, grazie alla generosità e all’affetto che da sempre lega i montanari alla chiesa della Pietra, aveva già investito circa 300 mila euro sul restauro. Ora ci chiediamo, sperando che non sia così, se questi soldi risulteranno buttati via». Ma resta comunque forte la speranza che non sia così: «Ovviamente ci atterremo scrupolosamente alle prescrizioni che ci verranno date dai tecnici, cercheremo di capire quale sarà la soluzione migliore per il futuro. Certo la storia della Pietra come montagna e come luogo spirituale è sempre stata inscindibile, e di sicuro noi vorremmo preservare questo legame. La chiesa del resto può contare su una posizione abbastanza sicura: diversi esperti ci hanno rassicurato che la formazione rocciosa bombata che la sovrasta è molto solida e funge da protezione dell’edificio. Però per arrivarci è necessario transitare sul piazzale, e quanto è avvenuto lancia ovviamente un segnale preoccupante. Mi sono sentito subito con gli altri membri: aspettiamo, ma manteniamo la speranza». (l.t.)
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