Quel test in strada per MotoSprint in sella alla Ducati
Da anni il sovrintendente era tester della rivista di motori. Il direttore: «Era il nostro uomo con maggiore esperienza»
REGGIO EMILIA. Avrebbe compiuto 44 anni il prossimo 29 marzo, Elio Iori. Padre di due figlie, di 15 e 6 anni, che adorava viveva con la compagna Mara a Villa Sesso.
La sua vita era dedicata a loro e alle sue due grandi passioni: alle moto e alla polizia stradale. Dove una non escludeva l’altra. Anzi, le due cose sapevano intrecciarsi insieme e assieme a tante altre attività a cui il sovrintendente capo sapeva dedicarsi sempre con grande serietà e competenza.
I primi passi in divisa erano stati con le Fiamme oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato per il quale Elio correva in moto.
Erano gli anni di Loris Capirossi. L’atleta bolognese, scegliendo l’agonismo, aveva poi sfondato nel mondo professionistico delle corse. Elio, invece, aveva scelto di “sposare” ufficialmente la Polizia di Stato, entrando nel corpo della Stradale e da oltre vent’anni era di stanza a Reggio.
Il suo cruccio era la prevenzione. Soprattutto, pensando ai più giovani. Il sovrintendente capo aveva ricevuto dal Ministero dell’Interno l’incarico per promuovere l’educazione stradale nelle scuole: un ruolo che lo portava in cattedra nelle scuole medie per fare lezioni di sicurezza ai giovanissmi alunni.
Ma primario era stato anche il suo impegno contro l’abuso di alcol per chi si mette alla guida e le stragi del sabato sera. Indimenticabile, la sua partecipazione al cortometraggio organizzato con i ragazzi dell’Istituto Zanelli per sensibilizzare i ragazzi. Dove interpretava il ruolo dell’agente che portava a un genitore la tragica notizia della morte del figlio, in seguito proprio a un incidente stradale.
Non solo, dal comandante Antonio Colantuono aveva ricevuto anche il compito di occuparsi dei rapporti con la stampa per divulgare le attività promosse dal comando di viale Timavo.
Le moto, intanto, non hanno mai smesso di fare parte della sua vita. Non solo come semplice appassionato di motori e di due ruote.
Da moltissimi anni, era il tester per la rivista settimanale “MotoSprint”, con sede a Bologna. Ieri la notizia ha raggiunto la redazione e il direttore, Stefano Saragoni, dove era passato proprio sabato sera - raccontano al posto di guardia - per prendere il furgone.
«Era uno della famiglia, questa notizia ci ha sconvolti» sono le parole di Saragoni. Il quel così ricorda il suo collaboratore: «Era un ragazzo d'oro, bravo, preciso. Era uno dei nostri tester più esperti e navigati, uno della squadra. L’ho visto pochi giorni fa, abbiamo scherzato, detto due stupidaggini. Era sempre con il sorriso, collaborativo». «Lui di una moto sapeva capire come va, cosa va bene cosa no, ma soprattutto lo sapeva spiegare agli altri – racconta – E non faceva soltanto il tester, ma anche i corsi di guida. Lui faceva un sacco di cose e sempre con grande competenza».
A “MotoSprint” la notizia dell’incidente è arrivata solo ieri mattina. Hanno poche informazioni. Tuttavia anche per loro, che conoscevano Elio, però, resta inspiegabile. «Era alla guida di una Ducati Scrambler che aveva da qualche giorno. Non è una moto che va forte per uno esperto come lui. Come può essere accaduto?».
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