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Vuoi avere un sussidio? Prima paga

Vuoi avere un sussidio? Prima paga

Ora bisogna presentare la “giacenza media” sul conto corrente: un servizio che alcune banche non forniscono gratis

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REGGIO EMILIA. Isee, si cambia. L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) era stato introdotto nel 1998: obiettivo misurare la situazione economica (reddito e patrimonio) di un nucleo familiare per poter accedere a determinate prestazioni e agevolazioni e a forme di sostegno al reddito concesse dal welfare. Per servizi come asili nido, assistenza domiciliare, diritto allo studio universitario, libri di testo gratuiti, assegni di maternità, assegni per i nuclei familiari con almeno tre figli. A sedici anni di distanza, l’obiettivo non cambia ma non sono poche le novità del “riccometro” introdotte con l’entrata in vigore del Decreto Salva Italia che prevede, dal 1° gennaio 2015, una svolta radicale. Che ha a che fare con il livello di “autocertificazione”, con i documenti necessari per accedere all’attestazione, con i tempi necessari per completare l’iter burocratico. E con qualche “effetto collaterale” non di poco conto.

A toccare con mano, ogni giorno, le difficoltà legate al nuovo Isee, sono i Caf ai cui sportelli si presentano cittadini per i quali accedere alle agevolazioni previste dalla legge diventa sempre più complesso. Per non parlare dei “danni” subìti durante il percorso. Barbara Cellato, responsabile territoriale del Caf Cisl di via Turri, in neppure tre mesi ha raccolto una casistica di tutto rispetto. Mentre non sono più un’eccezione le lunghe file che ogni giorno si formano agli sportelli.

Una delle novità introdotte quest’anno ha a che fare con il patrimonio mobiliare: «Nel vecchio Isee - spiega Barbara Cellato - si guardava il saldo al 31 dicembre. Ma, in questo modo, c’erano i “furbetti” che entro quella data spostavano i soldi su un altro conto corrente e in questo modo eludevano i controlli. Anche per questo, dal 1° gennaio scorso l’indice che va considerato è la giacenza media. Il principio è giusto ed è un calcolo che spetta agli istituti bancari, peraltro assolutamente semplice. Ebbene, capita che alcune banche facciano pagare questo “servizio”». Basta un caso più che esemplificativo: «Allo sportello - spiega Cellato mostrando la fotocopia dell’estratto conto - giorni fa è arrivata una signora che non si capacitava di ciò che le era accaduto: a fronte di un conto corrente il cui saldo era pari a 391.94 euro, la banca le aveva addebitato 80 euro per il calcolo della giacenza media. E’ paradossale. Se l’Isee è uno strumento finalizzato a garantire agevolazioni a cittadini in difficoltà economica, che senso ha andare a chiedere soldi in più a gente sulla soglia della povertà». Tanto più, prosegue la responsabile del Caf Cisl, che «la giacenza media viene calcolata dalle banche, a prescindere dall’Isee, da un lato per calcolare gli interessi e dall’altro per valutare la tipologia della propria clientela. Quindi non si tratta di un lavoro aggiuntivo».

Ma a rendere ancora più difficile la vita di chi deve, attraverso l’Isee, accedere ai diversi contributi è la quantità di documenti che vanno presentati da quest’anno ai Caf piuttosto che ai Patronati, alle associazioni di categoria e ai commercialisti. «Si tratta - precisa Cellato - di una serie infinita di documenti e certificazioni non sempre facili da recuperare. E capita che la gente debba tornare più di una volta per riuscire ad avere tutto il materiale necessario. Se fino all’anno scorso, passavano dieci giorni tra la richiesta e l’arrivo dell’attestazione, ora può passare anche un mese. Certo, il meccanismo andrà rodato, ma è innegabile che i problemi ci sono stati e continuano ad esserci. L’errore è stato partire con un sistema non testato». E Cellato scende nel dettaglio: «Ora cosa accade? Una volta che abbiamo in mano tutti i documenti, mandiamo la pratica all’Inps che a sua volta fa richiesta all’Agenzia delle Entrate che provvede al calcolo del valore dell’Isee per poi mandare l’attestazione al Caf. E’ chiaro che i tempi slittano».

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