Parco Ottavi, nella «landa desolata» un impianto per il nuoto
Uisp al lavoro per progettare un impianto con tre vasche da 25 metri. Il Ccfs che ha ereditato l’area dalla Cmr completerà l’urbanizzazione
REGGIO EMILIA. Dopo anni di abbandono a seguito del fallimento della Cmr che si era fatta carico dell’intervento, l’area di Parco Ottavi sta cercando di tornare a nuova vita.
Mentre si susseguono - ormai al ritmo di una al mese - le aste degli appartamenti ancora invenduti in quella vasta area a ovest di Reggio, ecco che tra le diverse ipotesi per non lasciare che Parco Ottavi (in cui era previsto un insediamento di circa 3mila persone) resti un’incompiuta, alcune cominciano a prendere lentamente corpo. Protagonisti i cittadini, il Comune e altre realtà imprenditoriali e sociali della città.
Uno degli obiettivi è quello di evitare che vadano in malora le opere di urbanizzazione e già realizzate per oltre l’80%, qualche idea in Comune e nel Ccfs, che è il nuovo proprietario dell’area, comincia a farsi strada.
Da quella più semplice e meno dispendiosa, come la realizzazione di una cinquantina di orti sociali (per la quale serviranno alcune migliaia di euro), su cui sta lavorando il Comune, a quelle più corpose e impegnative per rimettere intanto sul mercato i lotti edificabili che guardano verso via Gorizia.
A partire dall’ipotesi accarezzata da Uisp (attraverso la propria società Karima che gestisce una decina di impianti natatori nelle province di Reggio, Modena e Parma) di realizzare una nuova piscina coperta. Si tratterebbe di un impianto che al momento colmerebbe un vuoto, sia nella zona della città in cui andrebbe ad insediarsi, sia in uno di quegli ambiti dello sport dilettantistico, il nuoto che a Reggio ha sempre sofferto di una cronica carenza di impianti, soprattutto a fronte di una crescente domanda di utilizzo. Anche il Ccfs (proprietario di gran parte dell’area dopo il fallimento della Cmr) si sta muovendo.
«Da qualche settimana _ conferma l’amministratore delegato di Ccfs Immobiliare Fabrizio Vezzani _ stiamo raccogliendo i capitolati e i computi metrici per completare i lavori di urbanizzazione e poter rimettere sul mercato i lotti edificabili a bassa intensità. Inoltre abbiamo presentato a inizio anno in Regione una variante per la fermata del treno della Reggio – Ciano semplificando il progetto, sia per la costruzione, sia per la realizzazione del sottopasso».
Anche il Conad nel frattempo ha ripreso in mano il progetto per la realizzazione del proprio centro commerciale rimasto finora nel cassetto, anche se per ora mancano conferme ufficiali per l’avvio del cantiere.
Chi invece sta cercando finanziatori privati per realizzare un impianto natatorio coperto (composto di tre vasche da 25 metri cadauna) è l’Uisp, come conferma la presidente Silvana Cavalchi, sottolineando che anche in questo caso si tratta di un’area di proprietà del Ccfs. «Stiamo pensando e cercando attraverso Karima investitori realizzare un impianto natatorio integrato che potrebbe sorgere tra la zona del laghetto e via Chopin, verso Pieve Modolena». Un’ipotesi che potrebbe stare economicamente in piedi e tiene anche conto del “Piano acqua” che sta studiando il Comune e che prevede oltre all’intervento in via Melato anche la realizzazione di un altro impianto natatorio in una zona non servita e sulla quale possono gravitare anche altri comuni non provvisti di piscine.
A Parco Ottavi appunto. Dove, commenta l’assessore Alex Pratissoli, «il Piano è stato approvato nel 2004 con la convenzione che scadeva nel 2014 e prorogata fino al 2017, e dove siamo in una situazione forse unica con un’elevata qualità del progetto urbano che ha portato alla realizzazione dell’80% delle opere di urbanizzazione. Una situazione opposta a quella che normalmente si riscontra dove sono state realizzate solo le abitazioni e mancano le opere di urbanizzazione. Il Comune ha già acquisito 30mila metri quadrati di area verde pubblica. Manca ancora una piccola parte coperta da una fideiussione di 5 milioni di euro. Per questo si pone un problema di un’adeguata e continua manutenzione del verde pubblico, perché Parco Ottavi non resti un luogo non vissuto e la realizzazione degli orti sociali proposti dall’ assessore Valeria Montanari va in questa direzione. Le previsioni urbanistiche del 2004 - conclude Alex Pratissoli - non sono più attuali, è stato il mercato a cambiare profondamente e l’urbanistica ne ha preso atto, per questo il progressivo insediamento di funzioni pubbliche e private, ma di rilevante interesse pubblico come ad esempio le attrezzature sportive, sono il nucleo da cui ripartire per recuperare alla socialità quell’area».
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