Gazzetta di Reggio

expo 2015

Emirati Arabi: il padiglione è tutto reggiano

Emirati Arabi: il padiglione è tutto reggiano

La Tecton ha realizzato i lavori per “Food For Thought” Il padiglione è pronto a sbarcare anche ad Abu Dhabi

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REGGIO EMILIA. “Food For Thought”, cibo per la mente. È il nome scelto dagli Emirati Arabi Uniti per presentare il loro padiglione a Expo 2015. Ed è Tecton la società cooperativa che hanno scelto per realizzarlo. Otto mesi di lavoro ininterrotto che hanno impegnato 74 aziende, di cui 39 reggiane, e oltre 280 uomini per realizzare 4.386 metri quadrati di padiglione progettato da Foster + Partners, uno degli studi internazionali di architettura più famosi al mondo. Un investimento complessivo di 60 milioni, di cui 12 milioni di importo lavori prettamente edili.

Questi i numeri con cui si è confrontata Tecton, società cooperativa di Reggio, annoverata tra i principali leader a livello nazionale nei settori interiors, costruzioni, restauro conservativo e decorativo e allestimenti museali, che proprio quest’anno celebra i suoi 125 anni di attività. Un bel modo di festeggiare, ma non è la prima volta di Tecton all’Expo. Già nel 1906 partecipò all’Esposizione di Milano con la Società cooperativa pittori, decoratori e imbiancatori di Reggio, a cui fu riconosciuta la medaglia d’argento di collaborazione. Prima ancora, nel 1900, intervenne anche all’Expo di Parigi.

Dopo più di cento anni, Tecton ritorna a Expo per realizzare uno dei padiglioni più all’avanguardia per architettura e tecnologia, evocativo della natura, della cultura e delle tradizioni degli Emirati Arabi, sede della prossima esposizione internazionale nel 2020. Il padiglione dovrà essere smantellato e allestito nuovamente ad Abu Dhabi. Questa la condizione posta dai committenti.

Una sfida importante per i progettisti – guidati dall’architetto Gerard Evenden, senior executive partner di Foster + Partners – che hanno impiegato tre anni ed oltre mille tavole progettuali per studiare un’opera che rispondesse a criteri di smontabilità e riutilizzo, ma soprattutto che avesse prestazioni energetiche adattabili alle diverse condizioni climatiche di Milano e degli Emirati Arabi.

Un impegno notevole da parte di Tecton per realizzare un’opera che rispondesse ai rigorosi criteri imposti da committenti e progettisti, affrontata con un approccio multidisciplinare in cui tradizione artigiana ed efficienza esecutiva hanno permesso di sviscerare ogni dettaglio pur mantenendo, da un punto di vista architettonico e progettuale, la visione di insieme che ha consentito di completare l’opera nei tempi fissati.

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