«Ifoa da 30 anni fa formazione tecnologica»
Il direttore Lonardoni: «Ma oggi più che mai è necessaria la collaborazione delle aziende»
REGGIO EMILIA. Ifoa non è un attore di secondo piano per quanto riguarda la formazione professionale superiore nell'ambito dell'Information e Comunication Technology, «formazione che Ifoa realizza da trent’anni».
A dirlo è Umberto Lonardoni, direttore di Ifoa, il quale sottolinea che «l'istituto può vantare di avere formato a partire dagli anni Ottanta intere generazioni di professionisti informatici, che ora ricoprono anche ruoli di spicco nelle principali imprese della nostra regione, attraverso centinaia di iniziative formative. L'offerta formativa di Ifoa - prosegue - nasce dalla collaborazione con tantissime realtà imprenditoriali del settore e da una relazione continua con le principali multinazionali (Microsoft, Cisco, Vodafone, Wind, Fastweb, Unisys, Alcatel, Google…) e con le associazioni nazionali più rappresentative (Assinform, Assint, Assintel, Aused, Clusit)».
Anche per Ifoa, però, qualcosa è cambiato: «Se in passato l’ente poteva contare su cospicue risorse pubbliche e in particolare europee, oggi richiediamo alle famiglie e ai ragazzi di sostenere il costo delle iniziative. Coinvolgendo le stesse imprese».
E su questo, Lonardoni, apre una riflessione: «Qualche tempo fa una nota azienda reggiana, dopo aver ricercato con i metodi usuali ragazzi laureati da inserire come figure tecniche altamente specializzate nella programmazione, non riuscendo a trovare ciò che cercava, ci ha affidato un intervento che non fosse solo un progetto di formazione ma piuttosto un processo che vedeva, in successivi passaggi, la ricerca e selezione dei candidati sul territorio nazionale, la creazione di un bacino di talenti, l'attività di formazione in ambito tecnico-specialistico e l'inserimento delle persone in azienda".
"L'impresa, ha sostenuto economicamente l'investimento fornendo ai ragazzi anche una borsa di studio per potersi mantenere durante la durata del corso. L'esito è stato eccezionale. Più di 100 ragazzi provenienti da tutta Italia e anche dall'estero hanno partecipato alle selezioni. Venti ragazzi hanno frequentato il percorso e tutti sono stati assunti immediatamente. Questo è il modello che io penso possa costituire una possibilità di risposta per il futuro».
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