Enea era una promessa del football americano
Schianto di Cavriago, la grande passione di Enea era nata a scuola insieme ad alcuni amici che lo avevano portato agli Hogs di Reggio
CAVRIAGO. La notizia della tragica morte di Enea Codeluppi, il 19enne studente del “Nobili” che si è schiantato ieri pomeriggio contro un camion sulla strada provinciale tra Cavriago e Montecchio, ha fatto subito il giro del paese, suscitando grande dolore nei tanti amici del giovane e della sua famiglia, anch’essa conosciutissima.
Il padre Sauro è un noto imprenditore del settore plastico, mentre la moglie Angela Gherpelli, contitolare della ditta ditta Ghepi insieme alla zia Maria Cristina Gherpelli, già presidente dei giovani indutriali reggiani. Molto conosciute anche le sue sorelle maggiori, Alice e Ilaria, e la fidanzata Isabella Pecchini.
Oltre alla scuola, Enea e la sua fidanzata passavano molto tempo all’oratorio e in molte occasioni si è prestato anche come animatore.
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«Un ottimo ragazzo che frequentava le nostre parrocchie. E’ tutto quello che mi sento di dire ora» - dice don Claudio Gonzaga, parroco dell’unità pastorale San Giovanni Battista di Cavriago, che unisce San Terenziano e San Nicolò, che ha da poco appreso della terribile notizia della morte di Enea Codeluppi quando lo contattiamo.
Troppo grande lo sgomento per una perdita così grave per poter dire qualcosa di più. Il pensiero del parroco e della comunità è subito andato ai familiari del giovane e alla fidanzata Isabella Pecchini, la cui madre è molto attiva in parrocchia.
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Una vita dinamica e molto attiva, quella di Enea Codeluppi che, oltre a frequentare l’ultimo anno di Manutenzione e assistenza tecnica all’Iti Nobili di Reggio, da circa due anni, si era appassionato di football americano.
Erano stati proprio i dirigenti degli Hoggs Reggio, durante le attività promozionali nelle scuole, a contattarlo e lui, insieme ad un amico, aveva “provato” e gli era piaciuto questo gioco dall’apparenza violento e crudo ma che impone anche una grande disciplina e senso di squadra e, in breve tempo, era diventato uno dei giovani più promettenti della squadra. Il padre Sauro, per altro, era diventato a sua volta un appassionato di football e lo accompagnava spesso alle partite o agli allenamenti, incoraggiando ed incitandolo.
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Per Enea, quindi, era anche diventato un modo per combattere la sua timidezza, inserendosi bene nella squadra. La sua attività sportiva, però, era stata interrotta circa un mese fa a causa di un infortunio al gionocchio e sembra che ieri, al momento dell’incidente, Enea stesse tornando da una visita medica per valutare le condizioni dell’arto, ansioso di poter riprendere a giocare al più presto. (j.d.p.)
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