Gazzetta di Reggio

Grissin Bon a Sassari per vincere anche gara 3

di Riccardo Bellelli
Grissin Bon a Sassari per vincere anche gara 3

I biancorossi si aspettano la reazione del Banco di Sardegna ma a loro vantaggio c’è la condizione psicologica di poter partire dal 2-0

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REGGIO EMILIA. A Sassari (ore 20.45 con diretta Raisport e maxischermo in piazza Martiri del 7 Luglio ) per far continuare il sogno! Ovviamente tutti sanno che la serie è ancora lunga, che sarà durissima, che la Dinamo in casa si carica come la Grissin Bon al Bigi, ma diciamoci la verità, ormai sognare non costa davvero nulla e con un 2-0 in tasca, la speranza di portarne a casa almeno una per poi giocarsi il match point a Reggio lunedi sera ce l'hanno in tanti, probabilmente anche i giocatori.

Sarà interessante vedere la reazione della squadra di Meo Sacchetti a questo punto. Il coach sardo in due partite le ha provate tutte o quasi, ma quando hai l'intero roster (a parte forse Sanders e Brooks a tratti) che non va e sembra avere la testa da un'altra parte, il povero allenatore di turno ha colpe relative e ci può far ben poco.

IL CLIMA. Più che inventarsi grandi strategie tattiche, Sacchetti dovrà trovare il modo di dare la sveglia ai suoi a livello mentale, perché davvero qualcuno dopo Milano è sembrato in vacanza. Il clima del PalaSerradimigni sicuramente una spinta in più per Dyson e soci. Pure in Sardegna i tifosi si sono mobilitati in massa con gente che è arrivata da ogni punto dell'isola, anche la notte davanti al ticket office di Via Nenni che apriva alle 8 del giorno seguente.Palasport quindi sold out, ma per i giocatori saranno oneri e onori perchè la pressione sarà tutta sulle loro spalle. Perdere gara 3 creerebbe una situazione davvero infuocata in gara 4 con i biancorossi che a quel punto sarebbero in piena fiducia col traguardo a portata di mano.

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PSICOLOGIA. I reggiani possono giocare tutto sommato a mente più sgombra (che non vuol dire distrarsi o rilassarsi) sapendo che già vincerne una su due sarebbe un risultato clamoroso e di ottimo auspicio avendo la quinta in casa. In più Cinciarini e soci hanno dimostrato che mentalmente nella finale ci sono eccome. Il capitano sta recitando alla perfezione il suo ruolo e poi c'è Kaukenas che sta letteralmente allenando in campo dirigendo con l'esempio tutta la squadra e in particolare i giovani che hanno bisogno di un punto di riferimento.

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I REGGIANI. La squadra scenderà in campo stasera con la solita formazione. I problemi saranno la gestione dei falli dei lunghi e la gestione delle energie visto che Andrea Cinciarini nell'ultima gara è parso davvero a corto di ossigeno. Menetti dovrà studiare una soluzione per dargli qualche minuto in più di riposo. L'asse principale sarà come sempre quello lettone visto che a Sassari per ora non sanno davvero come fermare Kaukenas e Lavrinovic (nota a margine, ma se Darjus in condizioni precarie gioca così, da sano cosa può fare?).

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Polonara e Silins si spera continuino in questo momento magico, con l'ex varesino che sta giocando la sua miglior stagione di sempre e può essere spronato da prospettive azzurre. Menetti ha accennato anche a un ritorno di Diener, ma questo è il futuro.

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I SASSARESI. Entrare mentalmente nella finale, per Sassari, sarà il primo problema da risolvere. Trovare il modo di chiudere l'area e far capire ai suoi giocatori che non si gioca uno contro cinque saranno gli altri due punti focali da sistemare per Sacchetti. L'unico sorriso arriva guardando i rimbalzi dove i sardi in gara 2 hanno dominato, 48 contro 31 con 13 di Lawal. Per mischiare le carte lo staff tecnico potrebbe provare a rigettare nella mischia Mbodj ma dovrebbe poi sacrificare uno degli altri stranieri.

Dyson, Logan, Lawal, tutti big che fino ad ora hanno marcato visita ma la certezza è che Sassari non va sottovalutata perché può solo migliorare e difficilmente continuerà ad accettare di prendere sberloni senza reagire.

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