I troppi misteri di Park Vittoria ora attendono risposte credibili
Comune, Sovrintendenza e Reggio Parcheggi devono rendere conto alla città dello stato dell’arte Dall’esito degli scavi archeologici alla durata dei lavori, rimasti fermi per troppi mesi
REGGIO EMILIA. L’acqua che riempie lo scavo di Park Vittoria e che - assicura il Comune - tra qualche giorno sarà aspirata dalle idrovore sembra fatta apposta, torbida com’è, per la storia di questo cantiere. Un cantiere che non riesce a scrollarsi di dosso l’ombra delle polemiche, complice anche un pesante deficit di trasparenza di cui sono responsabili i principali attori di questa partita.
E così come è certamente tutto in regola quello che è stato finora deciso dal Comune, così come non si può dire, al netto di qualche attegiamento un po’ snob di chi ha creduto in quest’opera prima di tutti (pensiamo al braccio destro di Delrio Mimmo Spadoni, ancora oggi nel mirino degli oppositori del cantiere) che l’amministrazione pubblica non abbia avuto momenti di confronto con i cittadini.
E tuttavia, più passano i mesi e più questo cantiere fa storcere il naso. Dentro e fuori il Palazzo. Ma è soprattutto fuori che si avverte questo deficit di trasparenza, con il Comune che si limita a rintuzzare gli attacchi delle deboli opposizioni e con l’esecutore dei lavori che, pur senza negarsi, si trincera nella riservatezza, ad esempio sullo stato di avanzamento delle vendite dei box auto interrati.
Nei giorni scorsi ha fatto la sua comparsa sulla recinzione del cantiere un enorme cartellone pubblicitario: «Prenota ora il tuo box auto». Una pubblicità che non è passata inosservata, anche perché a cantiere praticamente bloccato. Una mossa che lascia intatte le troppe domande inevase di questa vicenda.
Al netto della sua reale portata politica (si è votato appena un anno fa e i risultati di chi ha cavalcato la protesta per quest’opera parlano da soli), la vicenda presenta ancora oggi tante, troppe zone d’ombra.
Così abbiamo deciso di fare nostre le domande che fino ad ora non hanno avuto risposta. Ad esempio sui reperti archeologici fin qui ritrovati nel corso degli scavi. Qual è il loro valore? Che fine faranno? La riemersione dei mosaici sotto la Cattedrale di Reggio ha permesso di acclarare, ad esempio, che certamente nel sottosuolo del centro cittadino resistano le vestigia di un «centro di media grandezza» così come ha confermato l’archeologo reggiano Maurizio Forte, autore del RegiumLepidi Project che oggi è l’attrazione più affascinante dei Musei Civici. Che per ironia della sorte s’affacciano proprio sullo scavo dei misteri.
Già perché gli interrogativi sono anche altri. E non investono solo la Sovrintendenza ma anche il Comune e la Reggio Parcheggi. Ad esempio, oggi pesano interrogativi sulla reale durata del cantiere. Quando partì ufficialmente si disse che la piazza sarebbe stata riconsegnata nel 2015. Tenuto conto che, le progetto è prevista una vera e propria riqualificazione della piazza e non di una semplice colata di asfalto, è praticamente impossibile che ciò avvenga, anche perché a quest’ora il parcheggio dovrebbe già essere in dirittura d’arrivo.
Già: quanti giorni è stato fermo il cantiere del Park Vittoria? La domanda non vuol essere leziosa, anche perché quando era ancora in carica la giunta precedente, a chi chiedeva un dietrofront sul progetto, tutti, dal reggente Ugo Ferrari all’assessore ai progetti speciali Mimmo Spadoni (già all’epoca in procinto di seguire Delrio a Roma) fecero leva sul tema delle penali che il Comune avrebbe dovuto pagare se avesse deciso di non procedere con l’opera. E se l’opera non procede? Se una fetta di centro storico resta in balia di un cantiere che sembra non finire mai? Chi ripaga il Comune di questo tempo perso? Esistono nel contratto penali per l’esecutore che non porti a termine il lavoro nei tempi stabiliti? E fatalmente, questa domanda ne richiama un’altra: a che punto è, ad esempio la vendita dei box?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
