«Il Mire resta un progetto prioritario»
Il via libera arriva da Licia Petropulacos, direttore generale della Regione per la sanità, politiche sociali e integrazione
REGGIO EMILIA. La realizzazione all’interno dell’Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova del Mire (l’ospedale della donna e del bambino) è «un progetto prioritario». A dirlo, in un momento nel quale il futuro del Mire pare essere in precario equilibrio, è stata ieri mattina, a margine della sua visita alla struttura “Luoghi di prevenzione” recentemente inaugurata a Villa Levi all’interno del campus San Lazzaro vi via Amendola, Licia Petropulacos, direttore generale della Regione per la sanità, politiche sociali e integrazione.
Che si è spinta anche oltre le ultime recenti dichiarazioni spese dall’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi in occasione di un recente convegno organizzato a Reggio.
«Anche se a oggi - ha continuato Petropulacos - non abbiamo i fondi per investimenti in conto capitale, li avremo in futuro. Abbiamo concordato un percorso preciso con il direttore generale (Antonella Messori dell’Irccs Santa Maria Nuova ndr) che dovrà assolutamente culminare nella realizzazione di questo tassello strategico del sistema sanitario regionale».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11647203:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/06/19/news/mire-spunta-l-ipotesi-del-super-reparto-1.11647203]]
Un nuovo via libera quindi, e non di poco conto, e al percorso per realizzare il Mire, avviato nel 2011 e che secondo il progetto originario si dovrebbe sviluppare su una superficie di 12.500 metri, all’interno dell’ area dell’ azienda ospedaliera. Il progetto preliminare, dopo tre anni di iter, nel febbraio scorso aveva ottenuto l’approvazione da parte della Regione e determinato lo sblocco effettivo del finanziamento di 14 milioni di euro deliberati dalla precedente Giunta Errani. Inoltre, il prossimo 15 luglio, quello stesso progetto preliminare, sarà sottoposto alla prima discussione ufficiale all’interno della conferenza sanitaria provinciale.
Sarà in quella sede di confronto tra le istituzioni reggiane, fino ad ora mai coinvolte ufficialmente sul progetto Mire, che i diversi Comuni, la Provincia, l’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova e l’Ausl saranno chiamati a definire la programmazione e le priorità degli interventi e degli investimenti i della sanità reggiana per i prossimi anni.
Un passaggio di estrema importanza che terrà conto non solo dell’effettiva disponibilità dei 14 milioni di euro stanziati dalla precedente Giunta Errani (tenendo conto che comunque il progetto richiede non meno di 25 milioni di euro) ma anche dall’apertura di ieri mattina del neo direttore generale della Sanità regionale Licia Perapulacos.
La sanità reggiana dovrà infatti ragionare sulla base di alcuni dati certi, come il riparto delle quote regionali in materia di sanità che hanno visto assegnare all’Ausl reggiana per il 2015 1.076.897.266 milioni e all’azienda ospedaliera Santa Maria 25.571.045 milioni, ma anche nella consapevolezza che la sanità nazionale e di conseguenza anche quella regionale stanno per andare incontro a una fase di forte contrazione delle risorse che non potrà essere senza conseguenze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
