«Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha perso una grande occasione»
L’esperto di comunicazione Diego Fontana: PornHub ha dato una doppia lezione di marketing
REGGIO EMILIA. «Il Parmigiano Reggiano ha perso un treno importante per il cambiamento nella comunicazione, annunciando l'azione legale contro PornHub. E' in corso una trasformazione mondiale che coinvolge tutti i grandi brand e invece Parmigiano Reggiano ha mostrato grande chiusura e nessun senso di ironia».
Diego Fontana è un esperto di comunicazione e un copywriter sassolese, ha studiato all'Università del Progetto di Reggio, che per diversi anni è stata una fucina di talenti nel mondo della comunicazione e del design. E' un fondatore della Società “Terra” e insegna metodologia della comunicazione visiva all'Istituto Europeo di Design di Firenze.
Perché secondo lei è stato un passo falso?
«Bisogna capire il contesto in cui è stata presa questa decisione per me sbagliata. Da una decina di anni è in corso un profondo cambiamento nella comunicazione pubblicitaria. Un tempo i grandi brand comunicavano direttamente con il loro pubblico ma ora con l'avvento di blog e social network sta avvenendo il contrario».
In che senso?
«Con internet la comunicazione si è invertita: parte dal pubblico e va verso i brand. Alcuni marchi hanno capito e si sono adeguati, partendo da coinvolgimenti molto più pericolosi di quello di PornHub, che in fondo ha fatto uno spot per niente osceno e dopo la minaccia del Consorzio ha riproposto lo spot censurando il nome del formaggio, altra mossa di grande marketing».
E in Italia cosa sta succedendo?
«In Italia molte grandi aziende non hanno capito il cambiamento in atto, questa inversione comunicativa e la sua sfida. Sono ancora ferme all'idea di tenere tutto sotto controllo in un ambito chiuso, come se ci fossero ancora solo giornali, radio e tv. Il Consorzio ha agito così: ha ribadito che vuole mantenere un controllo totale, al 100%, della sua immagine. Ma non ha considerato che esiste Facebook, Twitter, esistono i blog, e i commenti alla sua reazione contro PornHub non sono stati benevoli».
Perché è successo questo?
«Perché la gente guarda PornHub. L'Italia è la settima consumatrice al mondo di PornHub per numero di utenti. Solo restando all'ambito nazionale, quanti italiani avranno visto quello spot col Parmigiano? E se allarghiamo lo sguardo, quanti nel mondo? Quanta gente che non conosce il Parmigiano oggi lo associa al miglior formaggio di tutto il mondo?»
C'è anche il collegamento tra Parmigiano e sesso...
«Questo è l'aspetto per me più importante. Da tempo immemorabile si dice che il Parmigiano è afrodisiaco. Forse era questo l'aspetto da sottolineare e comunque si poteva partire da quello spot per usarlo a proprio vantaggio».
PornHub è un colosso del porno. E' un mondo chiuso...
«In realtà, è PornHub stesso che sta facendo di tutto per sdoganare l'idea che propone. Sono sei anni che sta andando avanti con una campagna pubblicitaria - e questo spot ne fa parte - per far capire che nel porno non tutto è spazzatura. Per questo PornHub si occupa anche di politica, sport e cibo. Anche la Ceres sta facendo uno sforzo del genere».
Quindi qual è stato l'errore di Parmigiano Reggiano?
«Doveva prendere la palla al balzo e capire che si trovava di fronte a un pubblico mondiale, un'occasione unica. Doveva restare sull'esempio di eccellenza nel suo settore e fare un video ironico, magari prendendo in giro PornHub. Meglio ancora chiamare un artista, un Milo Manara, e farne uno spot magari da diffondere solo nel circuito di PornHub. E' mancata l'ironia, insomma, e la capacità di capire un ambiente nuovo e un pubblico nuovo. Purtroppo annunciando un'azione legale il Consorzio ha dimostrato di non capire cosa sta succedendo oggi».
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