Gazzetta di Reggio

la tragedia di acerra

Erano partiti nella notte per fare il pranzo di Ferragosto insieme

di Elisa Pederzoli
Erano partiti nella notte per fare il pranzo di Ferragosto insieme

Nell'incidente hanno perso la vita Raffaelina Ciardiello 65 anni e la figlia Antonella Renga di 44. Gravissime le bambine di 7 e 12 anni

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CASALGRANDE (REGGIO EMILIA). Erano partiti venerdì notte Antonella Renga, il marito Raffaele Iazzetta e le bambine. Sono tutti giù in questi giorni di ferie: famiglie di origine campana emigrate nel Reggiano tanti anni fa, per lavorare nelle industrie ceramiche o per essere impiegate nell’edilizia, che in estate hanno l’unica occasione per tornare nella terra d’origine, e riabbracciare amici e parenti.

E’ quello che Raffaelina Ciardiello, 65 anni, aveva fatto già da qualche giorno scendendo col figlio Pasquale Renga, la nuora e i nipoti. Sabato mattina attendeva l’arrivo di Antonella e della sua famiglia, a casa della sorella.

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Raffaele Iazzetta, che a Reggio lavora in proprio nell’edilizia, e Antonella, casalinga, il giorno di Ferragosto non appena arrivati in Campania assieme alle bambine  erano passati a prenderla dalla zia e avrebbero dovuto andare fuori a pranzo e festeggiare il Ferragosto. Ma è sulla strada di un appuntamento spensierato, che tradizionalmente riunisce le famiglie, che ha fatto irruzione la tragedia.

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A Salvaterra, in via Don Milani, ieri i volti erano impietriti. Tutti qui conoscevano Raffaelina, che molti anni fa era arrivata al nord col marito falegname, scomparso ormai da molti anni, e i figli. Qui che si vedeva spessissimo anche Antonella col marito e le bambine: fino a qualche anno fa abitavano in via San Lorenzo, a pochi metri di distanza, poi avevano ottenuto un alloggio popolare a Casalgrande. «Una brava famiglia, che tragedia» erano i commenti che riecheggiavano tra un condominio e l’altro. Gli stessi che si leggono nei commenti commossi sulla pagina Facebook della sfortunata giovane mamma. «Antonella – scrive una parente – ti prego aiuta le tue adorate bambine».

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