Disturbi alimentari: casi in netto aumento ed età in calo
Gaddo Maria Grassi: «Nel 2014 in cura quasi 200 persone». Lunedì apre a Reggio Emilia un nuovo servizio
REGGIO EMILIA. «Le persone in cura nei nostri centri sono soprattutto giovani donne. Il fenomeno si presenta spesso nell’adolescenza, ma negli ultimi anni osserviamo che l’età si sta abbassando e abbiamo persino casi di 12enni”» Gaddo Maria Grassi, direttore del Dipartimento salute mentale e dipendenze dell’Ausl di Reggio fa il punto sulle persone in cura nella nostra provincia per i disturbi alimentari.
«L’Ausl gestisce due centri. Uno a Reggio e un altro con sede a Guastalla e Correggio. Nel 2014 le persone in carico in questi centri, chiamati Dca, sono state 198, di cui 181 femmine e 9 maschi. A Reggio i pazienti sono stati 129, di cui 120 femmine, a Guastalla 33, di cui 30 femmine e a Correggio 36, di cui 31 femmine». I nuovi accessi, di persone cioè che hanno chiesto una visita per la prima volta, sono stati 112, di cui 83 a Reggio, 21 a Guastalla e 8 a Correggio.
«I pazienti sono giovani e spesso adolescenti, ma come dicevo il fenomeno si sta precocizzando, come del resto osserviamo anche in altri campi, come quello delle dipendenze - prosegue il dottor Grassi -. Perché? I motivi sono di ordine sociale e culturale. Anoressia e bulimia esistono da sempre, ma in alcune epoche il problema non era presente: questo vuole dire che l’ambiente esterno ha un peso. Un’altra tendenza che constatiamo è l’affacciarsi di un numero maggiore di pazienti maschi rispetto al passato». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12036910:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12036910:1649478489/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il processo di cura per chi soffre di disturbi alimentari è basato su un approccio multidisciplinare. «Sono coinvolti uno psicologo, un dietista, un internista e uno psichiatra, perché la persona deve essere valutata sotto molti punti di vista. Non basta, ad esempio, metterla a dieta. Lo psicologo serve per l’approccio psicoterapeutico. Il dietista lavora sull’aspetto alimentare. L’internista deve valutare se ci sono eventuali complicazioni e talvolta serve uno psichiatra nel caso sia indicata una terapia farmacologica».
L’associazione “Cibo e gioia”, presente in tante realtà italiane ed ora in arrivo anche a Reggio, si presenterà lunedì prossimo, a partire dalle 20.30, in via Emilia Santo Stefano 28, in un locale della parrocchia, poi ogni settimana ci saranno gli incontri riservati a chi ha bisogno di aiuto o vuole confrontarsi su questa tematica. L’appuntamento di lunedì sarà soprattutto l’occasione per spiegare come lavorano questi gruppi di sostegno, la cui filosofia è mutuata da quella degli alcolisti anonimi e si basa sul metodo dei cosiddetti 12 passi.
L’associazione è attiva anche nella vicina Modena ed è frequentata da tempo da alcuni reggiani ed è per questo che l’associazione ha pensato fosse il momento di aprire un punto d’ascolto anche nella nostra provincia.
«“Cibo e Gioia - spiega Marina - non si sostituisce ai medici. Non facciamo diete o diagnosi e non ci sostituiamo agli psicologi. Un gruppo di auto-aiuto come il nostro ha un altro scopo. Da noi le persone vengono talvolta prima di decidere di curarsi e spesso dopo, quando i medici hanno finito il loro lavoro, ma magari non è finito il malessere che porta le persone ad avere disturbi alimentari.
"Chi viene da noi la prima volta viene affiancato da due persone che hanno il compito di spiegare loro il nostro percorso. Poi, se vogliono, iniziano una riunione con il gruppo, che è composto da un massimo di dieci persone, di cui alcune esperte che hanno vissuto le stesse esperienze legate a disturbi alimentari. Chi vuole poi, quando si sente in difficoltà o ha bisogno di un consiglio, può chiamarci in qualsiasi momento per avere ascolto o conforto. Ogni mattina mandiamo un sms, a chi lo desidera, con una riflessione, qualcosa su cui meditare per la giornata. Il tutto però senza che nessuno si senta troppo pressato. E’ un percorso libero, senza costrizioni, basato sulla condivisione e il reciproco aiuto».
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