Gazzetta di Reggio

Ccampovolo 2015, i commercianti limitrofi contro il Comune

di Leonardo Grilli
Ccampovolo 2015, i commercianti limitrofi contro il Comune

Niente bancarelle in strada e nessun accesso alle zone chiuse al traffico: “Tutto solo agli organizzatori”

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REGGIO EMILIA. Senza permessi per poter accedere alle strade chiuse al traffico, e senza possibilità alcuna di attirare la clientela. Il concerto di Luciano Ligabue al Campovolo ha coinvolto nell'organizzazione diverse aziende reggiane, dalla ristorazione al palco, ma in città non sta andando così bene per tutti. I piccoli commercianti che hanno le attività nei pressi dell'evento, infatti, sono esasperati.

«Il Comune ci ha impedito di aprire degli stand in strada nei giorni del concerto - racconta Enzo Ferrara, titolare del bar "Fuori dal Tunnel" in via del Chionso - anche se abbiamo il permesso come ambulanti». E si tratta di un bel danno economico, anche perché nel frattempo hanno aperto nella zona le bancarelle ufficiali del Campovolo.

«Sono cinque vicino a me - continua Ferrara - e mi leveranno ogni possibilità di attirare la clientela. Con questa mossa hanno messo in ginocchio almeno sei attività qui vicino».

Il divieto è sancito da un'ordinanza del Comune che, emanata ad hoc per il concerto, vieta di installare nelle aree attorno al Campovolo «automarket, bancarelle e punti di somministrazione di alimenti e bevande». Questo per evitare il rischio di «intralcio e pericolo alla circolazione stradale», mentre sono esenti dall'ordinanza 10 gazebo del soggetto organizzatore «per attività di infopoint e di vendita, in modo da fingere da punti di riferimento organizzativi per i partecipanti».

Ma la rabbia dei commercianti resta. «Ho aperto questa attività a giugno - sbotta Ferrara - e dopo cinque giorni mi hanno derubato. Ho perso 3000 euro, e speravo di rifarmi almeno in occasione del concerto». Come lui anche i titolari del forno "L'antica macina" di via Gramsci protestano contro l'ordinanza. «Non abbiamo nemmeno il permesso per entrare con le nostre auto nelle zone che saranno chiuse al traffico - spiegano - e noi qui ci lavoriamo». Anche in questo caso però esiste un'ordinanza che regolamenta la circolazione nei giorni del concerto, e stabilisce chiaramente che il permesso per passare nelle strade chiuse al traffico può sì essere concesso ai residenti e ai mezzi diretti alle attività commerciali, ma solo «a giudizio del Comando Polizia Municipale, quando la transibilità dei veicoli a motore non determinerà condizioni di pericolo per i flussi pedonali». In pratica «andiamo a tentativo - concludono i proprietari - se il vigile ci fa passare bene, altrimenti dobbiamo fare tutto il giro e aprire il locale con ore di ritardo». Dai disagi però non si salvano nemmeno i privilegiati che lavorano dentro all’area del Campovolo. Carlo Papilio, titolare di una bancarella che produce bevande e cibo caldo per celiaci, attacca: «Ho pagato settemila euro per la concessione dello spazio, 40mila per le cibarie, 25mila i noleggi. E ieri gli organizzatori fino a tarda notte hanno tentato di cacciarmi solo perché “avrei attirato troppe persone con il profumo della carne e avrei tolto clienti ai Ristobar”. Io ho firmato un regolare contratto, non me ne vado ».

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