Gazzetta di Reggio

Alla scoperta dei tesori delle Officine Reggiane

di Roberto Fontanili
Alla scoperta dei tesori delle Officine Reggiane

reggio Emilia: allo Spazio Gerra, la città toccherà con mano il suo passato. Esposta la prima parte del lavoro compiuto dai ricercatori sugli archivi

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REGGIO EMILIA. Recuperare l’archivio storico delle Officine Reggiane è come ricostruire la storia della nostra città, ma è anche un’operazione difficile complessa e lunga per chi si è trovato a dover scavare tra migliaia di documenti, lucidi, disegni, oggetti di uso quotidiano in quella grande fabbrica che raccontano storie di luoghi, di persone e di idee. Un archivio che idealmente è lungo due chilometri e mezzo e che dice il direttore del Polo archivistico del comune di Reggio Massimo Storchi «è un’autentica miniera che giorno dopo giorno consente di scoprire nuovi tesori».

Sarà anche per questo che il titolo della mostra che sarà inaugurata domani alle 18 allo Spazio Gerra è “Officine reggiane Archivi storici - Capitolo I”. Ovvero solo il primo capitolo di una vera e propria saga che nelle intenzioni del Comune dovrebbe concludersi nel giro di tre-quattro anni, quando materiali e documenti saranno ricollocati là dove sono stati trovati e diventeranno un museo in uno dei capannoni dell’ex Reggiane.

La mostra in programma fino al 28 febbraio 2016 e ad ingresso libero, più che un progetto compiuto e organico è un voler restituire alla città parte del lavoro che i ricercatori reggiani e quelli della Soprintendenza stanno conducendo. Ed è ciò che gli organizzatori si sono proposti, consapevoli che attendere di ultimare i lavori di catalogazione, riordino e recupero dei tantissimi documenti ritrovati, (un corpo di 3.338 volumi, fascicoli, carte progettuali e amministrative) avrebbe rischiato di far perdere ai cittadini la possibilità di essere parte di un percorso al termine del quale sarà possibile «avere a disposizione uno spaccato senza pari della storia del lavoro, dell’innovazione tecnologica, dell’industria e dell’economia e della società reggiana».

Un quadro reale di quando alle Reggiane lavoravano 11mila persone in una città che contava 100mila abitanti e di quando era una città nella città e il luogo dove è realmente avvenuto gradualmente il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale.

I curatori della mostra promossa da Comune, Biblioteca Panizzi, Soprintendenza Archivistica Emilia Romagna, Istituto centrale per gli Archivi, Università di Modena e Reggio, Istoreco, Spazio Gerra, con Iren che si è fatta interamente carico dei costi, hanno pensato di suddividerla in tre sezioni: il luogo, le persone, la produzione. Una mostra che non spiega, ma offre dati e strumenti per conoscere e riflettere. Come quando il visitatore si trova a leggere che nella mensa aziendale – nel 1946 – furono utilizzati155.221 chili di alimenti e scorrendo quell’elenco scopre cosa e come si mangiava allora. O come quando scopre che quella fabbrica crescendo man mano si è mangiata un pezzo di Santa Croce. O salendo al primo piano si trova a leggere le schede delle migliaia di persone che provenienti da tutta la provincia e dal resto d’Italia alle Reggiane hanno lavorato.

Una miriade di documenti burocratici, richiami, promozioni, che uniti alle fotografie di quegli anni costituiscono il filo conduttore di una storia personale e corale che viene poi integrate da una serie di video interviste con le testimonianze dirette di ex lavoratori, realizzate - come la mappa interattiva al pianterreno - dal nostro giornale. Al secondo piano invece il visitatore potrà scoprire le idee, i progetti, la capacità di innovare, di pensare e creare vagoni, locomotive, aerei, trattori e i tanti macchinari per le più svariate produzioni che hanno fatto delle Officine reggiane una delle più importanti e versatili industrie italiane.

Una fabbrica che ha saputo attraversare due conflitti mondiali e la guerra fredda ed è diventata con l’occupazione, le lotte sindacali del 1950 e i licenziamenti che ne sono seguiti, la levatrice della Reggio di oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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