Gazzetta di Reggio

Fabio Storchi: «Più spazio al welfare in azienda»

Fabio Storchi: «Più spazio al welfare in azienda»

Il presidente di Federmeccanica incontra i sindacati a Roma e conferma il salario minimo di garanzia

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REGGIO EMILIA. «Il contesto è cambiato e bisogna cambiare le regole del gioco». Così il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, titolare della Comer Industries di Reggiolo, ha spiegato il senso delle «Proposte per il rinnovamento contrattuale» del settore metalmeccanico.

Dichiarazioni effettuate dall’industriale reggiano pochi giorni fa, quando ha commentato la proposta che ha avanzato a Roma al sindacalista reggiano Maurizio Landini della Fiom, alla Fim e alla Uilm nazionali «in linea con le indicazioni del governo, che nella legge di Stabilità ha defiscalizzato il welfare aziendale e previsto la decontribuzione del premio aziendale». Storchi, nell’intervista rilasciata poi al Sole24Ore, ha rimarcato l’importanza di un salario minimo all’interno dei contratti nazionali, ma dove una parte rilevante deve essere affidata alla contrattazione di secondo livello e al welfare aziendale. «Anche laddove indichiamo i minimi di garanzia - ha aggiunto - siamo sulla linea del premier di stabilire il salario minimo». «L’impostazione del modello - ha fatto presente Storchi - non è suscettibile di modificazione. Il negoziato può solo portare a modificare dei numeri».

La Federmeccanica parte quindi dal principio che il contratto collettivo nazionale deve svolgere una funzione di garanzia, mentre il contratto aziendale ha la funzione di distribuire la ricchezza prodotta, anche attraverso lo sviluppo del welfare aziendale. Il livello aziendale premia quindi i risultati , valorizza la professionalità e riconosce il merito.

La proposta di Federmeccanica prevede che per il 2016 rimangano invariati i livelli dei minimi in vigore al 31 dicembre 2015, per recuperare parte degi 74,68 euro corrisposti in più nel triennio 2013-15 (derivanti dal raffronto tra l’inflazione prevista nel precedente triennio e quella a consuntivo). Da gennaio 2017 cesserà di operare l’istituto relativo all’elemento perequativo e l’importo annuo pari a 485 euro sarà inserito nei minimi di garanzia per un importo mensile di 37,31 euro. A partire da luglio 2017 ci sarà l’adeguamento dei minimi di garanzia, sulla base dell’inflazione del 2016.

Le imprese prive di premio di risultato dovranno destinare nel triennio 2016-2018 almeno 260 euro annui alla retribuzione variabile oppure a forme integrative di welfare e/o interventi di formazione aggiuntivi a quelli in essere e previsti dal contratto nazionale. La proposta punta poi a rafforzare fortemente sanità e previdenza integrativa: l’idea è di azzerare il contributo del lavoratore in metà salute e far pagare all’impresa 156 euro annui a lavoratore, garantendo una copertura assicurativa con un valore di mercato di oltre 700 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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