Mussini: "Ho devoluto 35 mila euro al Fab Lab di Parma perché lavora meglio di quello reggiano"
La senatrice ha inaugurato sabato il laboratorio di fabbricazione digitale insieme al sindaco Pizzarotti
REGGIO EMILIA. "Il progetto Officine On/Off ha il merito di partire dal basso rispondendo alle esigenze di chi altrimenti non avrebbe accesso al mercato del lavoro, di creare condivisione presso la comunità e il mondo della scuola facendosi portatore di conoscenze". Intervenuta all’inaugurazione di sabato scorso della nuova sede del Fab Lab di Parma, la senatrice reggiana vicepresidente del Gruppo Misto, Maria Mussini, sottolinea così le ragioni che nel giugno scorso l’hanno portata a devolvere al progetto Officine On/Off 35 mila euro risultanti dagli accantonamenti di una parte dei propri compensi da parlamentare continuati anche dopo l’uscita dal Movimento 5 Stelle. Al netto della “bontà” della donazione, una domanda s’impone.
Senatrice Mussini, a Reggio Fab Lab ha aperto oltre tre anni fa ed è considerato un fiore all’occhiello... Mai pensato di devolvere quei 35 mila euro al laboratorio di fabbricazione digitale della sua città?
"La mia donazione è coerente con la mia storia politica, ma soprattutto incarna ciò che i rappresentanti dei cittadini dovrebbero fare per rilanciare il nostro tessuto produttivo: ascoltare partendo dalla base, valorizzare le competenze e facilitare le buone pratiche facendone dei modelli virtuosi da replicare in tutto il Paese. Ma anche stabilire un ponte fra la politica, di cui io sono rappresentante, e chi vuole fare impresa. Ecco, queste caratteristiche appartengono sicuramente al progetto nato a Parma, meno a quello reggiano. Questa è la mia impressione dopo essere venuta a contatto con le esperienze più diverse".
Cosa fa la differenza? O meglio, cosa manca a Reggio?
"Mancano i risultati. Almeno, io non li vedo. L’incubatore reggiano quali realtà ha partorito? Queste realtà, cosa fanno? E soprattutto, quale valore aggiunto rappresenta Fab Lab per Reggio? Ma la vera differenza sta nelle origini dei due laboratori. A Parma si è partiti da una società educante: non a caso Officine On/Off è un progetto innovativo promosso dall’assessorato Politiche giovanili del Comune di Parma, ideato e gestito dalla Cooperativa Gruppo Scuola. Questo significa che è nato dal basso. A Reggio, Fab Lab ha avuto da subito una paternità ben precisa e i finanziamenti non hanno mai rappresentato un problema. Come dire, con tanta benzina in corpo il laboratorio avrebbe dovuto oggi essere molto più avanti".
Se così è, dove ha fallito Reggio e cosa dovrebbe fare per recuperare terreno?
"Mi soffermerei su due punti. A Reggio manca la capacità di fare comunità: si parla tanto di contaminazione ma la contaminazione si crea solo attraverso il confronto quotidiano di persone che devi essere capace di mettere insieme. Il secondo punto, legato al primo, ha a che fare con la scarsa capacità attrattiva: l’innovazione nasce necessariamente in un ambiente in cui c’è il maggior scambio possibile tra persone che si occupano delle attività più diverse. Mi pare che l’incubatore reggiano non abbia queste caratteristiche al di là dei seminari e dei convegni promossi. E il fatto che a Reggio Fab Lab sia gestito da Rei (Reggio Emilia Innovazione) non so se rappresenti un elemento positivo».
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