Investito dopo essere sceso dal bus, donati gli organi di Francesco
Cadelbosco Sopra: il quindicenne non ce l’ha fatta, è morto ieri nel reparto di Rianimazione del Maggiore di Parma
CADELBOSCO SOPRA. Non ce l’ha fatta Francesco Mainini, 15 anni, lo studente travolto da una macchina dopo essere sceso dalla corriera lunedì scorso, ultimo giorno di scuola. Nonostante le preghiere e i numerosi pensieri dedicati su Facebook a “Fra” – o “Manzo”, come veniva chiamato dagli amici – il giovane si è spento ieri.
Il ragazzo era stato trasportato all’ospedale Maggiore di Parma già in gravissime condizioni: politraumi in diverse parti del corpo, avevano diagnosticato i sanitari, ma soprattutto un pesantissimo trauma cerebrale. Era già in coma, Francesco, e dal momento dell’impatto non ha mai ripreso conoscenza. In un primo tempo, i medici del Maggiore avevano valutato e prospettato ai genitori – Lauro Mainini, veterinario, ed Elena Chiesa, infermiera del Santa Maria Nuova; la coppia ha un altro figlio di 12 anni, Davide – di sottoporre il ferito ad un delicato intervento chirurgico; ma poche ore dopo l’ipotesi era stata scartata, forse perché si era compreso che non c’era più nulla da fare. Troppo gravi le lesioni interne riportate. Alle 12.15 di ieri, nel reparto di rianimazione di Parma, è stata constatata ufficialmente la morte cerebrale di Francesco Mainini; i camici bianchi hanno aspettato le sei ore di osservazione, di prammatica in questi casi, per poter procedere all’espianto di organi. Nonostante l’immenso dolore, i genitori, che non hanno mai abbandonato il capezzale di Francesco, hanno dato il loro consenso; vista la giovane età, gli organi del quindicenne potrebbero salvare diverse vite.
Ieri la famiglia si è chiusa in un comprensibile strazio privato; sbarrata l’abitazione di via Berlinguer, una villetta nuova nella zona della palestra, spenti i cellulari.
L’incidente si era verificato lunedì poco dopo le 14.30 sul tratto dell’ex statale 63 denominato via Dante Alighieri, alla fermata del bus accanto alla latteria Mosè. Il bus extraurbano, che viaggiava in direzione Guastalla, si era fermato per far scendere Francesco; il ragazzo, a piedi, aveva girato sul retro della corriera per attraversare la strada. Proprio in quel momento sopraggiungeva una Fiat Multipla rossa condotta da un uomo, che viaggiava dalla parte opposta, in direzione Reggio; il conducente, con la visibilità ostruita dalla corriera, aveva visto solo all’ultimo minuto il pedone. Nell’urto violento il quindicenne (aveva compiuto gli anni in aprile) era stato sbalzato contro il vetro della macchina, nell’angolo a sinistra, ed era volato a qualche metro di distanza sulla carreggiata. Più tardi, la polizia stradale, nell’eseguire i rilievi, aveva ascoltato i numerosi testimoni (passeggeri della corriera e residenti, usciti in strada per il grande rumore), mentre il quindicenne era stato intubato e trasportato in elisoccorso al nosocomio di Parma.
Francesco Mainini era all’ultimo giorno di scuola; le lezioni allo Zanelli, dove frequentava la 1ª T, erano finite alle 10, ma lui si era fermato in città per festeggiare la fine della scuola con gli amici. Aveva avvisato che sarebbe arrivato più tardi. Di solito i genitori andavano a prenderlo in auto; lunedì il quindicenne sarebbe tornato a casa a piedi.
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