Crisi Ccpl, le banche allentano la presa sui conti
C’è l’accordo con i 14 istituti: affidamenti confermati fino al 2020. Versace: «Finalmente siamo usciti dall’emergenza»
REGGIO EMILIA Dopo due anni passati a pagare i debiti e puntellare i conti, «si apre una nuova fase nella vita di Ccpl che segna l'uscita dall’emergenza finanziaria vissuta dal Gruppo fino ad oggi». È questo il succo della nota del cda dell’ormai ex gruppo industriale cooperativo - ridotto all’osso dopo le dismissioni - che comunica di aver trovato il tanto agognato accordo con le 14 banche creditrici.
Il 23 dicembre scorso, prima di chiudere gli uffici, anche l’ultima banca del pool ha deliberato il via libera, come scritto ieri da Lino Versace, attuale capo-risanatore del Ccpl dopo la perdita monstre da 101 milioni del 2013 e l’uscita tra le polemiche dell’ex patron Ivan Soncini, ripescato quest’estate dalla politica e nominato presidente dell’azienda di Stato Fs Logistica.
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«Nei giorni scorsi sono stati firmati due accordi complessivamente con 14 istituti di credito che mettono il gruppo cooperativo in sicurezza fino al 2020». In pratica l’accordo impegna da una parte le banche a mantenere in vita gli attuali affidamenti per altri 4 anni, trasformandone una parte consistente (circa 30 milioni) in strumenti finanziari partecipativi, una sorta di “cuscinetto” da utilizzare nel caso in cui sorgano ulteriori tensioni finanziarie da parte della società, che attende per il 2017 il giudizio finale da parte dell’Antitrust europeo sulla maxi multa da oltre 30 milioni di euro in capo alla controllata Coopbox. Il Ccpl, invece, si impegna da parte sua a rimborsare il debito residuo secondo una tabella prevista (2017-2020) che mette in relazione dismissioni e rimborsi.
L’accordo è importante perché esaurirebbe in larga parte l’emergenza finanziaria che ha costretto la coop Ccpl e il suo braccio operativo (Ccpl spa) a ridurre l’attività all’essenziale, vivendo giorno per giorno. Ora, assicurati gli affidamenti, il Ccpl potrà tornare a concentrarsi sull’attività industriale, che risulta demoltiplicata dopo le dimissioni.
A convincere le banche sono stati gli obiettivi inanellati in questi ultimi due anni passati all’insegna del risanamento. «L’indebitamento nel 2014 ammontava a circa 300 milioni, tra banche e fornitori - scrive Versace - di questi, in due anni di duro lavoro, ne sono stati rimborsati circa la metà». Ora, dopo lo sblocco della finanza, il Ccpl dovrebbe tornare a fare bene il suo lavoro nelle nuove vesti però di provincia più che di impero della cooperazione.
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