Il Pd scricchiola anche a Reggio Emilia ma frena l’exploit della destra: gli eletti e gli esclusi
I dem restano il primo partito e vincono le sfide agli uninominali con Malavasi e Rando. FdI si prende i collegi a scavalco e primeggia in undici Comuni. Fuori Rossi, parlamentare uscente Pd, escluso dalla lotteria del plurinominale. Non ce la fa neanche la leghista Fiorini, candidata a Imola e sconfitta da Bonelli, leader nazionale dei Verdi
Reggio Emilia Il centrosinistra si impone nei due collegi uninominali reggiani di Camera e Senato, portando rispettivamente all’elezione dell’ex sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, e dell’ex vicepresidente nazionale dell’associazione antimafia Libera, Enza Rando. E il Pd a Reggio si conferma ancora il primo partito. Ma il centrodestra avanza in maniera poderosa anche nella nostra provincia, che resta una delle ultime roccaforti targate centrosinistra di quell’Emilia tradizionalmente rossa che si è risvegliata circondata da uno tsunami blu scuro frutto della straripante vittoria di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni in tutta Italia. Su 42 Comuni reggiani alla Camera, in 18 vince la destra e in 11 FdI è il primo partito.
E così, complice anche la riduzione del numero dei parlamentari, nei listini plurinominali fioccano esclusioni eccellenti, mentre l’ex leghista Gianluca Vinci, ora in FdI, eletto e riconfermato, si appresta ad essere il portabandiera reggiano del centrodestra.
La lotteria dei plurinominali
I calcoli per gli eletti ai plurinominali hanno tenuto banco per tutta la giornata. E, con il gioco dei resti e il confronto fra collegi, Reggio ha “perso” un eletto a favore di Bologna-Modena, portando il parlamentare uscente Pd, Andrea Rossi, verso l’esclusione.
Escluso per un soffio anche il candidato reggiano FdI al Senato, Alessandro Aragona, quarto nel listino.
Ha sperato invano in un ripescaggio l’assessore comunale all’Ambiente, Carlotta Bonvicini, capolista dell’Alleanza Verdi-Sinistra alla Camera.
Riconferma certa per Graziano Delrio, ex sindaco, ex ministro e parlamentare uscente, capolista al Senato. Così come certa è la non elezione dell’altro assessore reggiano in corsa, Lanfranco De Franco, coordinatore regionale di Art. 1: la sua era una candidatura di bandiera, quarto nel listino Pd alla Camera.
Fra le esclusioni eccellenti, anche la leghista Benedetta Fiorini, ex Forza Italia, sconfitta a Imola nell’uninominale da Angelo Bonelli, leader nazionale dei Verdi. Il M5s? Secondo i risultati provvisori nessun reggiano eletto. Fra i reggiani in parlamento, anche Gloria Saccani, residente a Reggio anche se da anni lavora in Lombardia, eletta nel centrodestra a Forlì-Cesena.
Le sfide e l’affluenza
Incastri e calcoli andati per le lunghe, alla fine della campagna elettorale più strana della storia della Repubblica, con una legge elettorale per molti indigeribile, che ha spacchettato i Comuni della nostra provincia in collegi diversi. La corsa alle urne, dalle nostre parti, è stata particolarmente sentita. E nella nostra provincia, su un totale di 389 mila reggiani, l’affluenza è stata fra le più alte d’Italia, raggiungendo il 79,23% dei votanti al Senato e il 79,03% alla Camera. I primi dati certi arrivati ieri sono quelli degli uninominali. A Reggio Emilia, nel collegio uninominale Emilia-Romagna U03, Ilenia Malavasi prende 97.890 voti (39,62%). Il Pd ottiene il 30,68% (75.797 voti), confermandosi primo partito, l’Alleanza Verdi-Sinistra tocca il 5,17% (12.777 voti), +Europa 8.457 voti (3,42%), Impegno Civico di Luigi Di Maio appena 859 voti (0,35% ). A sfidare Malavasi c’era Roberta Rigon, candidata del centrodestra, che dopo un lungo testa a testa si è fermata a quota 83.172 preferenze, pari al 33,66%, trascinata dall’exploit di Fratelli d’Italia (51.278 voti, 20,75%), che mai ha toccato queste vette in provincia e che lascia agli alleati solo le briciole: 17.359 voti per la Lega (7,03%), 13.379 per Forza Italia (5,42%), 1.156 voti per Noi Moderati (0,47%). Scenario simile per il Senato, dove Enza Rando si impone con 205.307 voti (37,78%) mentre Enrico Aimi si ferma a 197.633 preferenze (36,37%). Anche in questo caso è il Pd a tirare la carretta agli alleati, con 161.812 voti (29,78%) rispetto ai 24.295 (4,47%) dell’Alleanza Verdi-Sinistra, ai 17.461 (3,21%) di +Europa e ai 1.739 (0,32%) di Impegno Civico. Anche in Senato, l’exploit del centrodestra corrisponde a quello del partito di Giorgia Meloni: 22,66%, pari a 123.133 voti, con la Lega che si ferma al 7,55% (41.012 voti), Forza Italia al 5,65% (30.718 voti) e Noi Moderati allo 0,51% ( 2.770 voti).
Bipolarismo
Un bipolarismo di fatto che lascia pochi margini al M5s, che pure nel 2018 era stato il primo partito in provincia con punte fra il 28% e il 30%. E che ora invece non sfonda la soglia dell’11,40% all’uninominale della Camera con Daniele Piccoli e del 10,83% al Senato con la parlamentare uscente Maria Laura Mantovani, in una tornata elettorale che sembra appartenere ad un’era politica lontana anni luce dal voto di domenica, dove anche a Reggio ha debuttato il terzo polo Renzi-Calenda: per Maura Manghi candidata all’uninominale alla Camera, l’8,77% dei voti (21.679), mentre per Chiara Caselgrandi, candidata al Senato, l’ 8,78% (47.698).
La mappa
C’è un dato su tutti che, in particolare, dà la misura di queste elezioni. A Reggio Emilia città, nel 2018, il partito di Giorgia Meloni aveva ottenuto solo il 3%. Domenica, invece, la percentuale del voto è arrivata fino il 19,56%. Crescita più limitata per il Pd, che ha ottenuto alla Camera il 30,96% contro il 29,64% di quattro anni fa. Al Senato, invece, i dem crescono di due punti e ottengono il 31,98% contro il 29,99% del 2018. La riscossa del centrodestra anche nella nostra provincia si registra in numerosi Comuni, dove la coalizione guidata dal partito di Giorgia Meloni riesce a primeggiare a discapito dei dem e degli alleati. Per quanto riguarda il Senato, il candidato Enrico Aimi ha avuto la meglio a Baiso, Cadelbosco Sopra, Canossa, Carpineti, Casalgrande, Castellarano, Castelnovo Monti, San Polo, Toano (dove ha superato il 51%), Ventasso, Vetto (anche qui sopra il 51%), Viano e Villa Minozzo. Alla Camera, la candidata di FdI, Roberta Rigon, ha superato Ilenia Malavasi a Cadelbosco, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Gattatico (ma di misura), Gualtieri, Guastalla, San Polo, Toano (con il centrodestra sopra il 51%), Ventasso, Vetto (sopra il 52%), Viano, Villa Minozzo.
Collegi a scavalco
Segnali di ciò che è accaduto negli altri collegi in cui sono confluiti Comuni reggiani. Come l’uninominale per la Camera a scavalco con Parma, dove confluivano anche Boretto e Brescello, e dove a spuntarla è stata la candidata del centrodestra Laura Cavandoli contro il candidato del centrosinistra Michele Vanolli. Nel collegio, Cavandoli ha preso 82.815 voti (43,03%) contro i 60.699 dello sfidante (31,54%). Numeri confermati anche nei due Comuni della Bassa: a Boretto Cavandoli ottiene il 46,56% (1.136 voti), mentre Vanolli si ferma al 29,75% (726 voti); a Brescello la candidata del centrodestra supera tocca quota 51,90% (pari a 1.378 voti), mentre Vanolli con 688 voti tocca solo il 25,91%. Sempre alla Camera, ma nel collegio a scavalco con Modena, Daniela Dondi del centrodestra si impone – seppure di un soffio – con 95.475 voti, pari al 37,44%, contro i 91.826 del candidato di centrosinistra Aboubakar Soumahoro (36,01%). Un rapporto di forza che si ritrova anche nei tre Comuni reggiani inclusi nel collegio, ovvero Casalgrande, Castellarano e Baiso, dove la candidata del centrodestra arriva anche a quota 44,91%. Per quanto riguarda il Senato, nel collegio di Parma e Piacenza (in cui sono inclusi anche Boretto, Brescello, Campagnola, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto, Rolo e San Martino in Rio) è Elena Murelli, candidata di centrodestra, a spuntarla: 192.789 voti e 45,42%, contro i 131.480 voti di Giuseppe Negri (30,98%). Un vento di centrodestra che tuttavia non ha soffiato a Campagnola, Correggio, Fabbrico, Luzzara, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto e Rolo, rimaste fedeli al Pd e al centrosinistra. l
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