Gazzetta di Reggio

Compleanno speciale

Beppe Carletti e gli eterni Nomadi: «Noi, vagabondi da sessant’anni»

Beppe Carletti e gli eterni Nomadi: «Noi, vagabondi da sessant’anni»

Questa sera nella loro Novellara concerto-evento con tanti ospiti speciali

5 MINUTI DI LETTURA





Festa grande questa sera a Novellara, nella Bassa di Reggio Emilia, alle 21 i Nomadi celebreranno sessanta anni di carriera con un concerto in Piazza che vedrà, tra gli ospiti, Danilo Sacco: il cantante astigiano che ha condiviso 18 anni di musica con il gruppo canterà di nuovo assieme alla band per la prima volta dal 2011.

Ma non solo: le celebrazioni continuano con un nuovo disco di inediti, un tour che durerà tutto l’anno, un libro sulla storia della band capitanata da Beppe Carletti e un documentario della Rai in uscita ad ottobre.

«Siamo sempre in viaggio – esordisce Carletti –. Sabato scorso ero in Sardegna a Biscollai, in provincia di Nuoro, per intitolare la “Prima scuola nomade d’Italia”. Ho inaugurato una targa e fatto una festa con 400 persone. La storia dei Nomadi lascia un segno continuo in ogni parte d’Italia».

Ci può parlare del concerto che celebra i vostri 60 anni di carriera?

«Sarà una festa che avrà tanti ex Nomadi come ospiti: il cantante Danilo Sacco, il sassofonista Gualberto Gelmini di Novi di Modena, assieme a me uno dei fondatori del gruppo nel 1963, il batterista Bila Coppellini di Novellara, il chitarrista Amos Amaranti di Modena e l’arpista Andrea Pozzoli. Poi ci saranno il mio amico Paolo Belli e il Corodoro di Legnago (Verona), un coro di voci bianche che canta il ritornello della canzone “Un’altra rosa” contenuta nel nostro ultimo album. Senza dimenticare il ballerino Tommaso Stanzani, personalità televisiva a cui avevo scritto un pezzo due anni fa».

Sarà un concerto i cui proventi saranno devoluti alla famigli del vostro tour manager Giovanni Tosatto, recentemente scomparso.

«All’inizio doveva essere un concerto gratuito, poi abbiamo pensato di far pagare al pubblico 10 euro di ingresso per devolvere i proventi alla famiglia di Giovanni che ha lasciato due gemelli di 12 anni. La sua morte ci ha fatto vivere momenti di grande dolore. Durante il concerto ricorderemo anche i Nomadi che non ci sono più: Augusto Daolio, il bassista Dante Pergreffi, il batterista Gian Paolo Lancellotti e il bassista Gianni Coron. Senza dimenticare i tanti fan che ci hanno lasciato ma che spesso passano il testimone ai loro figli».

Per chi andrà a Novellara per il concerto ci sarà anche la possibilità di visitare la mostra “Augusto Daolio: uno sguardo libero. Il viaggio, la musica, l’arte” ospitata nell’ex macello comunale di via Mascagni.

«Prima del concerto, i nostri fan potranno vivere una giornata speciale con la visita della mostra che espone i diari di viaggio di Augusto, materiale privato che la sua compagna Rosi Fantuzzi ha sentito la necessità di condividere pubblicamente per la prima volta. Potranno anche far visita alla tomba di Augusto e immergersi nell’atmosfera di Novellara, il paese di Augusto. Alle 16 in teatro comunale presenterò il mio libro “Una voglia di ballare che faceva luce, il romanzo di noi Nomadi” (editore Aliberti, ndr) che ho scritto assieme a Gianluca Morozzi. Infine, tutto il giorno nel cortile della Rocca ci sarà una mostra dedicata alle iniziative solidali dei fan club dei Nomadi sparsi per l’Italia».

Di cosa parla il libro appena pubblicato?

«Racconta la vita dei Nomadi con tanti aneddoti inediti: sessant’anni filati come in un unico respiro, fatti di successi, lutti, rinascite, e tanta musica. Per me il gruppo è come una famiglia, rappresenta un bel pezzo di vita che viene raccontata nel libro. Scorre via velocemente, si legge tutto d’un fiato».

Da qualche settimana avete pubblicato “Cartoline da qui”, il vostro 38° album di inediti.

«Non abbiamo fatto una scelta di comodo con una raccolta delle nostre hit di maggior successo, ma abbiamo inciso nuove canzoni che ci stanno dando molte soddisfazioni. “Cartoline da qui” è una canzone che ci ha regalato Luciano Ligabue: l’ha scritta dopo aver visitato la mostra su Augusto allo Spazio Gerra di Reggio Emilia, la stessa che viene riproposta ora a Novellara. Quando ho ascoltato la versione cantata da lui, mi sono molto emozionato, poi l’abbiamo fatta nostra. I brani “Noi in musica” e “Musica in noi” sono dei testi di Francesco Guccini musicati da noi e letti dall’attore Neri Marcorè, mentre il brano “Un’altra rosa” è cantato insieme ad Antonella Lo Coco. Il testo de “Il caporale” è del compianto Giorgio Faletti: avevo il testo da anni, lui l’aveva pensato come canzone e noi l’abbiamo realizzata».

Con l’estate entra nel vivo il “Sessanta live tour” in tutta Italia.

«Sono 35 i concerti estivi confermati ad oggi, sarà un vero e proprio giro in ogni angolo d’Italia. Suoneremo ovunque, in Sardegna ben nove volte!».

All’orizzonte c’è anche un cortometraggio della Rai incentrato sul suo rapporto con Augusto Daolio.

«Ci sarà anche la Rai al concerto, che sul nostro rapporto sta montando un documentario in uscita ad ottobre. Sono già venuti a girare alcune scene a Novellara, anche nelle Valli tanto amate da Augusto. Hanno persino ingaggiato due controfigure per mettere in scena me e Augusto».

Lei si è sempre adoperato per organizzare iniziative solidali e raccolte fondi per far fronte a catastrofi naturali. Per l’emergenza alluvione in Romagna qualcosa bolle in pentola?

«Qualche settimana dopo il terremoto del 2012 che colpì le nostre terre, organizzai il “Concerto per l’Emilia” allo Stadio Dall’Ara di Bologna, che raccolse 1,2 milioni donati agli ospedali di Mirandola e Carpi. Non potremo andare al concerto “Italy loves Romagna” del 24 giugno alla Rcf arena di Reggio Emilia perché siamo occupati con un nostro concerto, ma non staremo fermi e qualcosa faremo».l

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google